Le due facce di Modric nel Milan di Allegri: a Roma sia con la sciabola che col fioretto
Sempre, eternamente Luka Modric. Anche nella notte di Roma, in cui il Milan ha vissuto lunghe e quasi interminabili fasi di sofferenza, il centrocampista croato ha esibito tutto ciò che serve per giocare nel Milan di Allegri e ha fatto capire perché abbia tutto il diritto di essere considerato un campione anche a quarant'anni suonati e nella nuova realtà.
Modric si è calato in questo Milan con l'umiltà che neanche ti aspetteresti da uno del suo calibro, da uno che non pago di essere un monumento vivente del Real Madrid è diventato anche una leggenda del suo paese, la Croazia, da lui portata a livelli mai toccati prima e che sarà difficile anche replicare.
La prestazione di Modric all'Olimpico, per Roma-Milan 1-1, è da sottolineare per la capacità di fornire due versioni tanto diverse di come interpretare il ruolo del centrocampista. Con due highlights che spiegano tutto: il modo in cui ferma Celik in scivolata a fine primo tempo, ma anche l'asssist al bacio per la testa di De Winter e il momentaneo vantaggio Milan. Fioretto e sciabola, due modi diversi per scenari simili.
Chi ha capito bene quanto fondamentale sia la presenza di Modric nel Milan è l'allenatore dei rossoneri, Max Allegri. Dopo il pari per 1-1 di Roma, in cui il croato ha offerto l'ennesima ottima prestazione e l'ha fatto a tutto tondo, ha detto il tecnico dei rossoneri: "Più va avanti la partita e più va a vantaggio di Luka. Nel secondo tempo ha dettato i ritmi della partita, anche perché la Roma è calata".











