Due anni ottimi rovinati in tre mesi: Runjaic all'Udinese non è stato tutto da buttare
TMWSi conclude mestamente, con l'esonero al termine della 10^ giornata, l'avventura di Kosta Runjaic sulla panchina dell'Udinese. Durata forse anche di più rispetto a quanto più di qualcuno potesse credere quando, nel luglio del 2024, la società della famiglia Pozzo ha deciso di affidargli la guida delle prima squadra bianconera.
Le cose positive nei primi due anni
Chi vi racconta che i primi due anni di Runjaic non siano stati positivi, vi sta dicendo una bugia. O quantomeno non tutta la verità: certo, qualche criticità c'è stata, ma si parla comunque di una squadra capace di chiudere il primo anno al 12° posto della classifica in Serie A, facendo poi meglio nella stagione successiva, la scorsa, in cui i friulani si sono presi il 10° posto, l'ultimo della parte sinistra. Pur con qualche periodo di blackout di troppo (specialmente per la durata), Runjaic ha perlopiù regalato sicurezze all'Udinese nel suo biennio inaugurale, consentendo tra le altre cose di far rivelare i talenti dei vari Kristensen, Solet, Atta, Ekkelenkamp e di togliere il velo di ruggine che era caduto sopra Zaniolo e Davis. Molti di questi (senza scordarsi anche di Lucca) poi ceduti per fior di milioni.
Gli ultimi mesi cancellano il bel ricordo
Nella stagione 2026/27, il tracollo. Negli ultimi tre mesi è come se fossero scomparse le tracce del primo Runjaic e il valore aggiunto che aveva saputo apportare alla causa Udinese. Paga i pessimi risultati recenti, che hanno visto i friulani precipitare in fondo alla classifica, sconfitti sette volte nelle ultime otto partite, con un solo pareggio nel mezzo (a Parma, con tanto di rigore parato da Okoye). In generale, però, non è stato uno come tanti, per l'Udinese.






