Salernitana, è iniziata l'era Di Bari: ma è l'uomo giusto per i granata? Perché sì, e perché no
TMWCon il weekend da poco trascorso ha preso ufficialmente il via, anche sul campo, l'avventura di Vito Di Bari alla guida della Salernitana, che gli ha affidato l'incarico lo scorso 30 ottobre: accordo fino al 30 giugno 2027 con opzione di rinnovo al verificarsi di determinate condizioni. E viene facilmente presumibile pensare a quali siano quelle condizioni, che portano però a ben più ampie riflessioni.
La Salernitana di oggi vale davvero un posto nei playoff?
Questa è sicuramente la prima domanda da porsi. Stante quelli che sono i risultati finora maturati, unitamente alle prestazioni offerte, la squadra lascia diversi dubbi strutturali: difficile dire se la rosa valga o meno un posto di classifica entro il quinto - ovvero entro quei posti che agevolano un po' la strada negli spareggi - ma di per sé non è un pessimo organico. Pesano molto di più le difficoltà ambientali, con lo scollamento tra la città e il presidente Danilo Iervolino ormai insanabile. Lavorare in un clima sempre teso non è facile. Anzi.
Una situazione da risollevare: ma quale è la soglia per farlo?
Semplifichiamo il concetto: il raggiungimento dei playoff può bastare per risistemare un'annata partita davvero molto male? Allo stato attuale, classifica alla mano, la risposta è sì, ma se si guarda ai tanti proclami fatti negli anni passati... beh, i playoff non devono neppure rientrare tra gli obiettivi minimi. L'unico obiettivo minimo deve essere la promozione diretta in B. Che appare a oggi impossibile.
Di Bari è l'uomo giusto? Perché sì, e perché no.
Che il primo nome fosse quello di Domenico Toscano è ormai cosa nota, ma un tecnico come lui - navigato e quindi senza più particolari esigenze di emergere - non ha accettato il contratto offerto. Ecco quindi spuntare Di Bari, la prima scelta tra quelli che avevano una "situazione contrattuale gestibile": per lui, inoltre, Salerno è l'occasione della vita, per Toscano sarebbe stata una patata bollente. E proprio perché è l'occasione della svolta, Di Bari può divenire l'uomo giusto: oltre a essere un buon allenatore, ha fame e voglia di consacrarsi, dara il 100% e spremerà a dovere la squadra, con una verve differente da chi ormai la carriera l'ha fatta. Non solo: come abbiamo detto, se svoltasse la stagione dei campani svolterebbe definitivamente anche la sua carriera, se non riuscisse nell'impresa non si prenderebbe - dall'esterno - nemmeno tutte le colpe perché quella che è la stagione dei granata è sotto gli occhi di tutti.
Dunque, perché può esserci anche l'ipotesi che non sia l'uomo giusto? Perché non ha esperienza data la giovane età, e non si è ancora misurato con le pressioni che una piazza come Salerno dà. Nessuno dice che non sappia poi reggerle, ma in un anno così particolare, rischiare non è forse la scelta più giusta.






