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Live TMW

Parma, Cherubini: "Il club è unito. Il mercato di gennaio adesso non è un ancora"

Live TMW
autore
Edoardo Mammoli
Oggi alle 11:29Serie A
autore Edoardo Mammoli
27.10.2026 11:29Serie A
FotoTUTTOmercatoWEB

Le tre sconfitte consecutive pongono il Parma in una posizione molto delicata della classifica e la sfida di domani contro l’Udinese si prospetta come un vero e proprio scontro diretto. Le due squadre, infatti, si trovano appaiate a quota 4 punti e la partita del Tardini mette in palio punti pesantissimi. I crociati stanno vivendo un periodo di transizione dopo l’insediamento di mister Alberto Gilardino, che ancora sta facendo fatica a trovare la quadra nella sua formazione. Oggi, però, non sarà il tecnico biellese a prendere la parola in conferenza stampa, bensì l’amministratore delegato gialloblu Federico Cherubini, che tra pochi minuti sarà presente nella sala stampa del Mutti Training Center di Collecchio per rispondere alle domande dei giornalisti.

Ore 11.07 - Inizia la conferenza.

Prende la parola il CEO Cherubini: "L'introduzione è doverosa rispetto al fatto che solitamente parla l'allenatore. Mi sembrava giusto spiegare perché sono qui. Da un lato c'è la settimana piena di impegni. Al di là di questo, credo che molte delle domande che mi capita di vedere vanno al di là delle sue competenze. È evidente che finché stiamo sul campo è giusto che risponda, ma gli sono state fatte domande che riguardano anche momenti in cui non era qui. Credo che approfittiamo di questa opportunità per dedicare una conferenza ad allargare le tematiche oltre il campo. La mia riflessione è che siamo consapevoli della situazione e delle difficoltà. I risultati sono al di sotto delle aspettative, non ne siamo soddisfatti. Non sottovalutiamo questo momento e comprendiamo la delusione dell'ambiente e lo scetticismo. Lato mio credo che la società abbia il dovere di rimanere lucida e determinata nel percorso prefissato, cioè consolidare la nostra permanenza in Serie A. Non è la prima volta che affrontiamo momenti difficili. Due anni fa con Pecchia, alla sconfitta contro la Lazio della passata stagione, che aprì uno scenario che sembrava terribile. Così come la sconfitta contro la Cremonese. Abbiamo dimostrato di saper lavorare sotto quella pressione e credo che è quello che faremo anche in questo momento. Siamo consapevoli della difficoltà del momento ma non si trasforma in rassegnazione. Colgo l'opportunità per trasferire tutto quello che provo. Noi siamo uniti, il club è unito, nelle differenti responsabilità. In questa distinzione mi sento di spendere una riflessione su quando si parla di società. La società si pensa a Krause, ma si deve fare una distinzione tra proprietà e management. Sento tante critiche rivolte alla proprietà, rispetto che si sia concentrando sul valorizzare calciatori e vendere, o che sia condizionante nella costruzione della rosa... Io mi sento in totale responsabilità di chiarire che la proprietà ci sta dando tutte le risorse per fare il massimo. Nessuno parla che abbiamo reinvestito le vendite in altri calciatori. Si può discutere se lo abbiamo fatto bene o male. Ma raccontare un presidente che vuole solo far cassa è quanto di più lontano dalla realtà. Sia per la Prima Squadra sia per il femminile e altro. Il tema dei giovani: Krause ha piacere ad avere una squadra giovane, ma si deve guardare che sono arrivati anche calciatori esperti in questi anni. Non mi sembra che i paletti di Krause siano così stringenti. È un'ammissione di responsabilità da parte mia. Abbiamo tutti i mezzi per competere senza condizionamenti. Mi dispiace vedere come scorsa settimana, dopo il Torino, il presidente abbia ricevuto critiche che non spettano a lui ma a noi. Mi piacerebbe anche approfondire il tema della distanza della società coi tifosi. Vorrei capire come fare qualcosa di diverso, vedo ogni giorno cosa facciamo a livello di prima squadra e partecipazione ai club dei tifosi. Non riesco a capire cosa ci manca. Credo che la percezione dei risultati negativi dia una sensazione di distanza, quando noi siamo totalmente a disposizione della comunità. Mi è stato detto che avrei sospeso un tavolo di confronto con i tifosi, ma era già stato sospeso e sarei contento di risedermi a un tavolo di confronto. La vicinanza che abbiamo alla tifoseria è doverosa, è un dover ascoltare ma la decisioni spettano alla società e questo lo rivendico, anche in questo momento che è difficile. Credo sia giusto, anche perché io non solo sono convinto che questa squadra e questo gruppo di lavoro ha tutte le competenze e le qualità per raggiungere gli obiettivi. Gilardino ha iniziato da pochissimo, si è trovato di fronte a partite difficili, siamo convinti che ci vorrà tempo con le nuove idee e metodologie. Domani è un primo passo nella direzione di iniziare un cammino nuovo".

Avete individuato un problema specifico della squadra?
"No, credo che dire di aver individuato qual è il problema non è così, questo spetta all'allenatore e al suo staff. Pensiamo che in questo momento, se abbiamo fatto solo quattro punti, i problemi siano più di uno. A oggi il mister fin da subito ha detto di vedere materiale umano e qualitativo giusto per centrare l'obiettivo. Un problema specifico no".

Avete fatto un bilancio del mercato? Siete convinti delle scelte?
"Sono passati tre mesi ed è bene attendere, soprattutto quando i giocatori sono giovani. Siamo consapevoli che alcune valutazioni fatte in estate che potessimo cambiare modulo... c'è stato un momento in cui si è andati in più direzioni e non in una in maniera chiara. Questo può aver determinato criticità nelle valutazioni su alcuni giocatori. Ma siamo soddisfatti dell'organico a disposizione e la discussione sul modulo rimane che il mister può fare tante scelte diverse. Per le caratteristiche che abbiamo possiamo giocare in moduli diversi".

Siete abituati a lavorare sotto pressione. Domani ce ne sarà. Cosa si aspetta da chi scenderà in campo?
"Siamo temprati ad affrontare le difficoltà, anche in maniera positiva. Sappiamo della difficoltà della partita di domani. Non è una gara decisiva, ma ha grande importanza. Si deve cogliere quei momenti positivi che ci sono stati nelle ultime partite, al netto dei risultati positivi. Vorremmo ripartire prendendo il meglio di ognuna e sperando che la squadra le porti in campo. Sicuramente servirà lavorare sull'approccio: contro la Lazio il primo tempo è stato fatto bene, ma la ripresa no. Credo sia un aspetto psicologico".

Cosa risponde a chi dice che il Parma indebolisce la rosa? E chi sostiene che la gestione Cuesta poteva essere diversa?
"La rosa è un tema che ha accompagnato anche i primi mesi dello scorso anno. Il campo ha dato un esito diverso. Oggi il campo sta dando una risposta diversa. Ma io devo andare oltre ai risultati, soprattutto perché ci sono condizionamenti di altri fattori. Ritengo che la rosa è una delle più assortite degli ultimi anni. Non nego che abbiamo perso giocatori di livello, lo so bene. Ma se guardo alla rosa devo dire che abbiamo tante soluzioni diverse. Su Cuesta? Abbiamo esonerato un allenatore a settembre, quindi dire che abbiamo fatto tutto bene non sarebbe vero. Abbiamo responsabilità per le scelte fatte, quelle crepe estive dovevano essere lette con maggiore attenzione e saremmo arrivati a una soluzione diversa, che magari avrebbe permesso di lavorare già in estate in maniera diversa. Confermare Cuesta in quel momento sembrava la scelta più logica per dare continuità".

Vi aspettate una presa di coscienza da parte dei calciatori?
"I giocatori sono una componente, sono quelli che vanno in campo, ma tutte le componenti sono responsabili. Oggi tutti dobbiamo dare qualcosa in più. Se il campionato finisse oggi saremmo in Serie B e dobbiamo fare di più. I giocatori che stanno rendendo meno sono i primi a esserne consapevoli. Per me non ha senso parlare ora del mercato di gennaio. In questi due mesi dobbiamo guadagnare punti e arrivare a gennaio per fare operazioni importanti, come negli anni passati. A oggi non vedo il mercato come ancora di soluzione. Abbiamo tutte le possibilità di raggiungere l'obiettivo con questo organico".

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