Perché Taylor alla Lazio può essere (anche) una grande operazione di marketing
La Lazio si appresta a cambiare molte pedine della sua rosa, anche titolarissimi, come dimostrano le cessioni di Castellanos al West Ham (già ufficiale) e Guendouzi al Fenerbahce (lo sarà dopo il superamento delle visite mediche): al posto di quest'ultimo il centrocampo biancoceleste è pronto ad accogliere al suo interno il profilo di Kenneth Taylor (23 anni).
Quello di Taylor è un profilo intrigante, l'identikit di un centrocampista offensivo che agisce da mezzala e, svolgendo pure compiti di regia, è in grado di fornire un contributo significativo anche in zona gol. Chiedere a Farioli, per avere referenze, visto che il classe 2002 nella scorsa annata ad Amsterdam, sotto la guida del tecnico italiano, ha segnato ben 15 gol.
Tra l'altro l'acquisto di Taylor può essere anche una bella mossa di marketing, per la Lazio. In che senso? Il cognome presente sulla maglietta biancoceleste, d'altronde, sarebbe lo stesso dell'arbitro inglese che è costato molto caro ai cugini della Roma nella loro ultima finale internazionale, quella della Europa League 2023 persa ai calci di rigore dai giallorossi contro il Siviglia, al termine di tempi regolamentari e supplementari nei quali più di una chiamata dell'arbitro Taylor era stata contestata. Un tifoso della Lazio, in pratica, potrebbe avere stampato sul retro della maglia della propria squadra del cuore il cognome di uno degli incubi più recenti della sempre detestata Roma.











