Pisa, Oscar Hiljemark: "I dati non mentono, creiamo troppo poco. Serve coraggio"
13:45 - Tra pochi minuti la conferenza stampa di Oscar Hiljemark, nella vigilia di Pisa Genoa. Diretta testuale a cura di TMW.
14:00 - INIZIO CONFERENZA
Che idea ti sei fatto della partita di Roma? Che settimana è stata?
"Per Marin mi dispiace, è fuori da un po' di tempo e non si è ancora allenato con la squadra. Il risultato maturato contro la Roma è stato brutto e duro da digerire per tutti, è innegabile. Il mio compito come allenatore, però, è quello di provare a estrapolare gli aspetti positivi per far crescere e migliorare la squadra. È una cosa che cerco di fare sempre, pur essendo consapevole che il risultato non è stato buono e che dobbiamo migliorare ancora sotto tantissimi punti di vista. Questa è la realtà dei fatti Oltre a Marin anche Denoon è fuori".
Che effetto ti fa rivedere il Genoa? Potremo vedere i nuovi acquisti?
"Sicuramente affrontare il Genoa per me rappresenta una partita speciale, avendoci giocato per tanti anni. Affrontiamo una grande squadra, che quest'anno sta facendo molto bene e che specialmente nelle ultime uscite ha offerto ottime prestazioni. Ma i sentimentalismi si fermano qui: adesso io lavoro per il Pisa, il mio unico obiettivo è vincere e conquistare i tre punti domani. Questa è l'unica cosa che conta. Per quanto riguarda i nuovi arrivati, alcuni avevano iniziato bene e stavano trovando spazio con continuità. Poi sono subentrati degli imprevisti che hanno rallentato l'inserimento di qualcuno: c'è chi ha avuto problemi fisici ed è dovuto rimanere fuori, faticando poi a ritrovare la condizione migliore o la posizione in campo, e chi invece stava giocando regolarmente da titolare ma ha pagato un cartellino rosso. A volte i nuovi innesti funzionano e si integrano subito, altre volte richiedono più tempo. Valuteremo tutto con attenzione e vedremo chi scenderà in campo domani".
L'atteggiamento positivo e la consapevolezza degli errori
"So benissimo che i risultati finora sono stati molto negativi, ne sono perfettamente consapevole. Tuttavia, per il mio carattere e per il ruolo che ricopro, cerco sempre di essere positivo e di trovare gli aspetti da cui ripartire. Per alzarmi la mattina, presentarmi davanti alla squadra e spiegare ai ragazzi dove dobbiamo crescere, ho bisogno di aggrapparmi alle cose positive, pur sapendo che ci sono tanti aspetti in cui non abbiamo fatto bene e in cui dobbiamo necessariamente migliorare. Non è certo questa la situazione che auspicavo: io vorrei vincere tutte le partite. Purtroppo, in tante occasioni abbiamo commesso degli errori che ci sono costati cari, vanificando situazioni che avevamo costruito e che potevano rivelarsi molto favorevoli per noi. Dobbiamo assolutamente migliorare come squadra, perché i risultati attuali non ci premiano".
Le motivazioni, l'orgoglio e l'obiettivo salvezza
"Come allenatore e come persona, non ho alcun problema a trovare l'energia per andare avanti e lavorare con i ragazzi. La salvezza è ancora aritmeticamente possibile: è molto difficile, certo, ma ci crediamo. In questo momento, la squadra deve scendere in campo per giocare per qualcosa di più grande dei semplici tre punti. È una questione di orgoglio, una lezione anche per la vita: devi giocare per i tifosi, per la società, per la tua famiglia e per tutte le persone che ti seguono. Siamo in un momento molto complicato. Quando vai a giocare in trasferta e prendi gol dopo appena due minuti, è facilissimo crollare mentalmente e arrendersi. Eppure, io ho visto una squadra che è ancora viva e che non ha smesso di lottare. I risultati non ci stanno dando ragione, è innegabile, ma noi dobbiamo continuare a lavorare ogni giorno per conquistare la vittoria. Questa è l'energia e la mentalità che voglio trasmettere al gruppo".
La "luce in fondo al tunnel"
"Se vedo ancora la luce in fondo al tunnel come dissi al mio arrivo? Assolutamente sì. Per me i risultati nudi e crudi sono una cosa, mentre il percorso è un'altra. Gli errori che abbiamo commesso ci sono stati e ce ne assumiamo la responsabilità, ma continuo a credere nel lavoro che stiamo facendo".
Con la Roma Tramoni si è speso molto in copertura (5 recuperi) ma è rimasto isolato con soli 14 passaggi; al contrario, Moreo ha agito su un raggio molto ampio cercando spesso il fondo per il cross. È stata un’istruzione tattica o una necessità dovuta alle difficoltà di sfondamento centrale, visti i soli 48 passaggi completati sulla trequarti?
"La partita contro la Roma ha avuto un andamento tattico molto specifico e diverso rispetto alle altre. Loro giocano sistematicamente a uomo a tutto campo e, di conseguenza, anche nella nostra fase di non possesso ci siamo trovati spesso costretti a dover seguire a uomo i diretti avversari. Per questo motivo, giocatori come Tramoni e Léris si sono ritrovati ad agire in posizioni di campo molto diverse rispetto a quelle abituali. Il fatto di dover ripiegare e seguire costantemente l'uomo in fase difensiva ha inevitabilmente creato una situazione tattica differente, che ha richiesto un grande dispendio di energie. Nonostante queste difficoltà e il grande lavoro in copertura, le occasioni le abbiamo avute anche contro la Roma. Il punto è che dobbiamo semplicemente essere più cinici e fare gol quando ci costruiamo l'opportunità, esattamente come eravamo riusciti a fare in passato contro il Torino, la stessa Roma e in altre partite".
La posizione di Aebischer e la libertà tattica
"Per quanto riguarda la domanda su Aebischer, parliamo sicuramente di un giocatore tecnicamente molto forte e con un'ottima visione di gioco. Per questo motivo ha la libertà di spingersi più avanti per creare situazioni pericolose a nostro favore, come ha fatto ad esempio contro il Torino, trovando un gran passaggio tra le linee per Tramoni. È una scelta tattica dettata dalle sue qualità: gli lasciamo la libertà di inserirsi, ma abbiamo parlato insieme di quando sia il momento giusto per spingersi in attacco e quando invece è meglio mantenere la posizione. È un ragazzo che sa leggere le partite molto bene".
La mancanza di tiri da fuori e il fattore psicologico
"Per quanto riguarda la domanda sui tiri da fuori, incide sicuramente la fiducia. Quando una squadra segna tanto e attraversa un momento positivo, i giocatori provano la conclusione da ogni zona del campo. In questo periodo stiamo faticando a trovare la via della rete, quindi potrebbe esserci anche una sorta di blocco mentale nel tentare questo tipo di giocata. Tuttavia, vi assicuro che in allenamento lavoriamo tantissimo e proviamo ripetutamente a cercare il gol in tanti modi diversi".
Le caratteristiche dei centrocampisti e l'iniziativa al tiro
"Questa è una domanda che forse dovreste rivolgere direttamente a loro. Per quanto mi riguarda, le mie indicazioni sono molto chiare: io voglio assolutamente che la squadra calci in porta per cercare di fare gol in ogni modo possibile, questo è poco ma sicuro".
La gara da "ultima spiaggia" e la corsa salvezza
"Conoscete già la mia risposta a questa domanda. Se è l'ultima spiaggia? Dopo questa gara guarderemo la classifica: se ci sarà ancora una possibilità matematica ci crederemo, altrimenti no. Ma in questo momento l'unica cosa che conta è scendere in campo e pensare a una partita alla volta. Le parole stanno a zero, quello che conta davvero è la sfida di domani".
Il pragmatismo e il valore assoluto della vittoria
"Vedremo cosa succederà dopo, ma ora io voglio solo che la squadra faccia una grande prestazione, perché voglio assolutamente vincere. Nel calcio, alla fine, contano solo i tre punti, nient'altro. Puoi giocare una partita bellissima o una partita di merda, ma se vinci, il giorno dopo il mondo è sempre molto più bello di prima. Questa è l'unica verità che conta".
Il dato sui passaggi in avanti e la costruzione offensiva
"I dati dicono la verità. Magari non raccontano tutto ogni singola volta, ma molto spesso i numeri non mentono. In questo momento è innegabile che dobbiamo creare di più in fase offensiva, questa è la realtà dei fatti. Stiamo lavorando tantissimo su questi aspetti per riuscire a costruire situazioni positive e trovare la via del gol attraverso la nostra gestione della palla. È un concetto su cui ci siamo concentrati molto, non solo in questa specifica settimana di allenamenti ma anche in quelle precedenti. Sappiamo di dover avere più coraggio e siamo consapevoli di dover assolutamente migliorare sotto questo punto di vista, questo è sicuro".
La battaglia a centrocampo e l'importanza delle aree di rigore
"Spesso si dice che le partite si decidano a centrocampo, ma la verità è che si vincono e si perdono all'interno delle aree di rigore. Se non fai gol e lo subisci, la partita la perdi. Tuttavia, sono d'accordo sul fatto che la mediana sia la zona di campo in cui puoi prendere in mano il controllo del gioco e dei ritmi della gara".
Il gioco tra le linee e il lavoro settimanale
"In questo campionato ci sono tante squadre che cercano di manovrare e sviluppare il gioco proprio in quella zona, perché se riesci a portare la palla sulla trequarti, proprio davanti alla linea difensiva avversaria, hai la possibilità di fare male in tantissimi modi e creare situazioni pericolose diverse. In questa settimana abbiamo lavorato molto proprio su questi aspetti tattici: da un lato vogliamo chiudere bene quegli spazi in fase di non possesso, dall'altro, quando abbiamo la palla noi, cerchiamo di creare i giusti isolamenti per i nostri giocatori e trovare le soluzioni migliori".
Le mancate convocazioni di Lorran e Iling Jr
"Ho parlato direttamente con i ragazzi per spiegare la situazione. Si tratta semplicemente di una scelta tecnica. Per far funzionare la nostra squadra non basta mettere insieme elementi dal grande potenziale individuale o giocatori forti tecnicamente; è fondamentale che tutti diano una mano in campo e si mettano a totale disposizione del gruppo. Vi confermo che non ci saranno domani contro il Genoa, non verranno convocati. In questo momento ritengo che sia la decisione più giusta da prendere per gli equilibri della squadra".
14:18 - FINE CONFERENZA











