Più garanzie sul coinvolgimento dell'AIA: com'è andato l'incontro Gravina-Rocchi sul PGMOL
Un confronto sereno, in cui discutere di una proposta che mira a migliorare la qualità della classe arbitrale, e non a far sparire l’Associazione Italiana Arbitri. È quello che emerge dopo il tavolo avvenuto quest’oggi in FIGC: da un lato il presidente federale, Gabriele Gravina, dall’altro il designatore arbitrale Gianluca Rocchi e il vicepresidente vicario dell’AIA, Francesco Massini (il presidente Zappi, fortemente contrario al PGMOL italiano, è inibito per 13 mesi e a un passo dalla decadenza).
Nell’incontro, Gravina ha illustrato la sua proposta di un PGMOL italiano. Ha fornito rassicurazioni, soprattutto a Massini, che ha chiesto più volte garanzie sulla centralità dell’AIA. Restano non negoziabili l’indipendenza del CdA e il fatto che sia esso a scegliere il direttore tecnico dell’arbitraggio - qui i dettagli relativi al funzionamento della società -, ma i criteri di questa indipendenza si possono scrivere insieme all’AIA. Gravina ha inoltre garantito che l’obiettivo non è quello di sminuire la classe arbitrale, né di bloccare il percorso dal basso: si può per esempio ipotizzare un numero minimo di promozioni annuali dalla C, ferma restando la necessità di non vincolare la nuova società a un numero fisso che prescinda dal merito. Il presidente FIGC ha inoltre sottolineato la necessità di una comunicazione interna all’AIA più serena: le fibrillazioni di questa stagione non aiutano nessuno
Se ne parlerà ancora: l’obiettivo di Gravina è partire dalla prossima stagione, ma non porterà la proposta nel consiglio federale di marzo, più realisticamente in quello di aprile. Tra 7-10 giorni, inoltre, è previsto un tavolo che coinvolga Serie A e B: dovevano partecipare ieri, poi per motivi organizzativi si è deciso di rimandare l’appuntamento.











