Roma, la spaccatura interna non è un problema dell'UEFA. Chi via entro il 30 giugno?
In casa Roma Gian Piero Gasperini e Claudio Ranieri sono alla resa dei conti. L'ultima settimana trascorsa tra frecciate dinanzi ai microfoni e riunioni con la proprietà che hanno sancito la rottura tra le parti è stata spartiacque circa il futuro del club giallorosso. I Friedkin hanno rassicurato il tecnico di Grugliasco sulla sua posizione, ma ancora non hanno preso posizione sul senior advisor: un misunderstanding che andrà risolto il prima possibile in un senso o nell'altro. O esonerando un allenatore che ha altri due anni di contratto o salutando il dirigente con cui la scorsa estate è stato costruito il nuovo progetto. "Non vorrei entrare in questa diatriba, però da tifoso della Roma l'obiettivo principale è restare uniti, anche se ci sono screzi interni - ha dichiarato nelle scorse ore Francesco Totti -. Alla fine sia Gasperini che Ranieri devono avere il rispetto verso i tifosi della Roma e verso la società. Anche perché ancora stiamo là, a tre punti dalla Juventus. Spero che si uniscano le forze che si hanno a disposizione, poi a giugno si tireranno le somme. L'unico obiettivo è la Roma in questo momento, quello che tutti noi romanisti ci auguriamo è che si possa andare tutti nella stessa direzione. Poi i problemi ci sono ovunque, però esporli così in questo momento non mi sembra giusto".
Parole sacrosante, anche perché la Roma si trova oggi alle prese con sei gare decisive. E poi con importantissime decisioni da prendere sul mercato: ci sono nove giocatori tra quelli in prestito e quelli in scadenza che attendono segnali dalla società, ci sono Mancini e Cristante che non vogliono iniziare la nuova stagione con un contratto non rinnovato. E poi ci sono i paletti del Financial Fair Play, quelli concordati tre anni fa con l'UEFA che vanno rispettati. Che non tengono certo conto della situazione contingente.
A prescindere dal posizionamento finale, la società giallorossa entro il 30 giugno dovrà rientrare di una sessantina di milioni. Una scenario che al netto di alleggerimento del monte-ingaggi e operazioni di contorno prevede almeno una uscita importante, se non due. Ma chi può andare via?
Evan Ndicka è il primo indiziato, la sua è la cessione più probabile. Classe '99, 27 anni da compiere il prossimo 20 agosto, Ndicka arrivato da svincolato nell'estate 2023 ha una valutazione che si aggira sui 30-35 milioni di euro. Però dato che le cessioni dipendono anche dalle offerte non si può escludere a prescindere che le migliori arriveranno per Manu Koné o Nicolò Pisilli. Per Mati Soulé o per Mile Svilar. Tutto è in evoluzione e da monitorare, una situazione anche difficilmente indirizzabile visto il caos societario di questi giorni.











