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Roma, Mourinho diventa ‘Normal One’. Equilibrio e maturità: le strade per crescere

Roma, Mourinho diventa ‘Normal One’. Equilibrio e maturità: le strade per crescereTUTTOmercatoWEB.com
© foto di Image Sport
giovedì 23 settembre 2021 08:30Serie A
di Dario Marchetti

Sono passati 17 anni da quando i giornali britannici hanno coniato il termine “Special One” per Mourinho. Era il 2004, Josè era appena arrivato al Chelsea e alla domanda su quali fossero le sensazioni nel passare dal campionato portoghese a quello inglese rispose: “Non voglio passare per arrogante, ma arrivo da campione d’Europa. Posso dire di essere speciale”. Da quel giorno l’etichetta di “Special One” non gli è mai più stata tolta. Venticinque trofei di cui due Champions giustificano il soprannome, ma l’approdo alla Roma sta cambiando le carte in tavola e non perché non meriti più quell’appellativo, ma semplicemente perché Mourinho ha capito cosa serve alla società giallorossa. “Sono stato chiamato per la mia esperienza, maturità ed equilibrio. Per evitare che ci si deprima o si diventi euforici in tre partite” ha spiegato l’allenatore ieri in conferenza stampa. Insomma, la Roma ha bisogno di normalità, di evitare gli eccessi, in un senso o nell’altro. E attenzione a confondere la l’euforia di un momento circoscritto con quella che invece si respira in città dalla firma del portoghese. “Da quando sono arrivato mi avete visto euforico un minuto - ha continuato Mourinho -. Era un gol speciale, in un momento speciale e in una partita che per me aveva un significato speciale”. Il riferimento è alla corsa sotto la Curva Sud dopo il gol vittoria di El Shaarawy con il Sassuolo che per Josè rappresentava la millesima panchina in carriera. Un traguardo che andava festeggiato diversamente ma che non sposta nulla rispetto agli obiettivi prefissati a inizio stagione. Non ce ne voglia dunque se da oggi sarà più ‘Normal One’ piuttosto che Special. D’altronde l’ex Tottenham è sempre stato chiaro e ieri lo ha ribadito ancora una volta. “Non siamo candidati a vincere nulla se non la prossima partita. Non paragonateci a chi lo scorso anno è arrivato sopra di noi con 19 o 25 punti, lasciateci lavorare tranquilli perché in tre mesi non si cambia una squadra sennò perché i Friedkin mi avrebbero fatto un contratto di tre anni?”. Domanda retorica, chiaramente. Mourinho la risposta ce l’ha e più volte l’ha spiegata: serve tempo per risvegliare ‘il gigante addormentato’ di cui Ryan Friedkin parlò nella sua prima e unica intervista da nuovo proprietario della Roma.

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