"Sei fuori dal progetto". De Sciglio, l'addio alla Juve: "Me l'hanno detto e mi ha sorpreso"
Chi meglio di Mattia De Sciglio per raccontare il suo vissuto glorioso alla Juventus: "In panchina c’era Allegri e la squadra era davvero forte. E il trovarmi in uno spogliatoio di campioni, dopo aver giocato anche un Europeo da protagonista, è stata una bella rivincita dopo il periodo difficile che avevo vissuto", ha raccontato in un'intervista al Corriere della Sera, riesumando quell'estate del 2017. Con tre Scudetti di fila: "Una soddisfazione enorme. Un obiettivo che rincorrevo da tempo. Un’emozione difficile da spiegare a parole vincere un campionato e festeggiarlo con una città intera".
Massimiliano Allegri però è stato una costante nella sua carriera, tra i primi anni al Milan e la reunion in bianconero. Al punto da essere considerato quasi un 'figlioccio' dal tecnico livornese: "No, è un’etichetta che mi porto dietro", ha precisato De Sciglio, terzino attualmente svincolato e libero sul mercato. "Certo, è l’allenatore a cui sono più legato. Mi ha lanciato al Milan e nei momenti più duri mi ha aiutato a restare positivo. Tutto quello che ho fatto, però, me lo sono conquistato. Non ci sono mai stati favoritismi. Anzi, da me ha sempre preteso più di quanto facesse con molti altri. Mi chiamava 'Mangia e dormi', per il mio pensare sempre al calcio".
I ricordi degli ex compagni di squadra sono ancora vividi per il 33enne milanese: "Ibra in campo era un animale. Dovevi sperare di non essere con lui in squadra quando perdeva la partitella, altrimenti ti massacrava. C’erano compagni che avevano smesso di fare il torello e si mettevano in disparte per paura di essere presi di mira". Quanto a CR7 alla Juve: "Cristiano aveva un’aura diversa dagli altri. Non ho mai visto nessuno avere la sua ferocia nel far gol. E che mentalità, si allenava anche nei pochi giorni di riposo che avevamo". Con Sarri qualche qui pro quo tattico: "Hanno avuto alcune discussioni. Il mister voleva farlo giocare come 9. Cristiano non era d’accordo, preferiva partire dall’esterno".
Infine, De Sciglio si è ritagliato un momento per fare chiarezza sul suo addio alla Juventus due estati fa: "Se me l'aspettavo? No, mi ha sorpreso. Venivo da un anno fuori per il crociato. In panchina era arrivato Thiago Motta, mio ex compagno in Nazionale. Avevo grandi aspettative. Ma non mi hanno permesso neanche di fare il ritiro. 'Sei fuori dal progetto', senza altre spiegazioni", ha svelato il terzino destro. "Avevo due possibilità: trovarmi una squadra o una stagione da fuori rosa. Speravo di concludere un’esperienza così importante in modo diverso". A fine agosto, quindi, il passaggio all'Empoli in prestito una stagione fino a che si è ritrovato svincolato.











