Vaciago chiaro sulla Juve: "Degrado di una rosa costosa, macchina di Agnelli smontata"
"Cacciare Spalletti è la mossa che molti considerano la cura di ogni male della Juventus. Può essere. Tuttavia, lasciatemi dire che è la classica risposta semplice a un problema complesso, brutta abitudine di un Paese che ormai va avanti a slogan semplicistici". Questo il pensiero di Guido Vaciago, direttore di TuttoSport, espresso nel fondo dedicato sul quotidiano torinese stamani, in seguito alla brutta sconfitta rimediata in casa dai bianconeri contro la Lazio.
I problemi alla radice
I problemi del club bianconero, tuttavia, sono variegati ma si parte in modo particolare dal "degrado della rosa e della società": "Oggi la rosa della Juve è costosa, ma non efficiente: ci sono giocatori non all'altezza del livello richiesto, giocatori che si incartano e, soprattutto, non ci sono uomini di grande personalità", il giudizio espresso da Vaciago. "Gli ultimi leader del ciclo vincente, si sono estinti e il carattere della squadra è stato azzerato". Questo andrebbe a scagionare in parte Spalletti: "In panchina puoi metterci chiunque, ma se in campo non c'è chi sa guidare i compagni, sarà sempre altissimo il rischio di sbagliare strada".
Alle origini del male
Negli ultimi tre anni invece le dirigenze Scanavino-Giuntoli e Comolli-Modesto "hanno via via smontato la macchina organizzativa di Agnelli", ha sottolineato il direttore di TuttoSport, "riducendo ai margini o mandando via figure, a volte invisibili ai tifosi, ma fondamentali al funzionamento della Juventus". Poi c'è il rapporto tribolato con la tifoseria bianconera, che ha la sensazione che "l'orgoglio del club non sia venuto meno solo tra i giocatori che vestono la maglia, ma anche tra chi gestisce il club". Fino ad arrivare alla disamina su Luciano Spalletti: "È indubbio, infine, che qualche responsabilità della crisi attuale ce l'abbia anche l'allenatore. E che abbia commesso degli errori se la Juve si è cosi repentinamente involuta. Tanti sistemi di gioco cambiati e qualche equivoco nella gestioni degli attaccanti, per esempio".
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