Salvezza e permanenza in panchina: Avellino-Pescara è anche Biancolino vs Gorgone
La sfida di domenica sera fra Avellino e Pescara non metterà in palio solo tre punti pesanti per la corsa salvezza, con gli abruzzesi che – classifica alla mano – ne necessitano più degli irpini, ma anche la possibilità di continuare la stagione per i due tecnici: Raffaele Biancolino e Giorgio Gorgone entrambi esordienti in Serie B seppur con storie diverse alle spalle e un presente che li vede a rischio nonostante tutto.
Il primo si è ritrovato catapultato in prima squadra, dopo essersi fatto le ossa nel settore giovanile irpino, per sostituire Michele Pazienza dopo poche giornate della scorsa stagione. Una nomina che inizialmente era ad interim e che poi è stata confermata per i risultati positivi ottenuti e per un saldo rapporto con una piazza che lo aveva amato anche da calciatore. Un idillio che ha portato alla promozione prima e a una prima parte di stagione tutto sommato positiva per poi incrinarsi nelle ultime settimane fra risultati che non arrivano come prima, critiche al gioco e alle prestazioni, una classifica che si fa più pericolante fino a culminare con il litigio fra il tecnico e un tifoso che ha portato la Curva Sud a ‘scaricare’ l’ex idolo che si è visto ‘costretto’ a chiedere scusa dopo un confronto con la dirigenza. Solo i risultati possono ricucire lo strappo, anche se non sarà facile dopo i toni duri usati dagli ultras che hanno parlato di mancanza di rispetto e limiti oltrepassati invitando Biancolino a fare le valigie.
Il secondo invece è stato chiamato, un po' a sorpresa, dal Pescara dopo la decisione di esonerare quel Vincenzo Vivarini che era stato scelto in estate dopo il doloroso addio di Silvio Baldini. Un salto nel buio visto che Gorgone non aveva mai allenato in Serie B ed era reduce da una sola esperienza in Serie C sulla panchina della Lucchese dove, nella scorsa stagione, era riuscito a costruire un miracolo nonostante le difficoltà societarie che portarono alla fine al fallimento del club rossonero. Nonostante un rendimento inferiore rispetto al suo predecessore la dirigenza abruzzese continua a confermargli la fiducia, ma l’ultimo posto in classifica e una distanza considerevole dalla zona play out non fanno certo dormire sonni tranquilli.











