"Non c'è niente di peggio che il talento sprecato". 9 anni di reclusione per Diaby, ex gioiellino della Roma
"Non c'è niente di peggio che il talento sprecato", diceva Robert De Niro nel film "A Bronx Tale", dove il celebre attore interpetra un padre che cerca di insegnare al figlio che, senza le giuste scelte e il giusto impegno, il talento non conta. E questo, probabilmente, lo ha imparato a sue spese l'ex gioiellino della Roma Diaby Aboudramane, che, come si legge sulla versione on line de La Gazzetta dello Sport, è stato condannato a 9 anni di reclusione per sequestro di persona; l'arresto, invece, nel 2024.
Cosa è accaduto nella notte tra il 22 e il 23 dicembre 2022.
Sushi bar di Ponte Milvio a Roma, e serata che sembra tranquilla, fino a quando non viene sequestrato Danilo Valeri, figlio di un boss delle piazze di spaccio di San Basilio: autore del gesto, proprio Diaby, con un complice. Il sequestro - dovuto probabilmente per debiti di droga - è però lampo, dura circa 12 ore nelle quale non arriva però la denuncia della famiglia Valeri e neppure - presumibilmente - richieste di riscatto. Intercettazioni, immagini video e testimonianze dei presenti nel locale dicono però altro, e scattano le indagini, che portano poi all'epilogo citato. Con Diaby che ha pure precedenti, poiché, come si riporta il prima citato quotidiano nella sua versione on line, l'ex calciatore, prima del "fattaccio", era stato trovato in possesso di 160 grammi di hashish, 2 grammi di cocaina e 60mila euro contanti.
Una carriera gettata alle ortiche.
Una promessa del calcio, il classe 2003, duttile difensore impiegabile sia da esterno che da centrale; dopo le annate alle giovanili della Roma, nel 2021 passa all'Hellas, e, con vari prestiti, fa anche l'esordio tra i pro, con la maglia dell'Imolese. Ma neppure questo sogno è riuscito a strappare un giovane ragazzo a un diverso epilogo.






