Studio sull'Italia, proprietà opaca aumenta i rischi criminali nel calcio
(ANSA) - MILANO, 03 NOV - Le società calcistiche con una proprietà opaca sono tre volte più esposte a penalizzazioni sportive e oltre nove volte ad indagini e accuse penali. E' la conclusione dello studio 'The dark side of the ball: crime, financial misconduct and opacity of club ownership in football' di Francesco Addesa, senior lecturer presso la Leeds Beckett University e Michele Riccardi, professore di criminologia dell'Università Cattolica e direttore del centro di ricerca Transcrime.
La ricerca, pubblicata sul Journal of Economic Criminology, analizza la proprietà di oltre 250 società italiane di Serie A, B, C e D, verificando il rapporto tra trasparenza societaria, irregolarità finanziarie e vicende giudiziarie.
Nella stagione 2025-26 sono stati identificati 27 soggetti al vertice delle catene proprietarie che non permettono di risalire alle persone fisiche che detengono gli interessi economici ultimi, avvalendosi di strutture che si snodano lungo 62 giurisdizioni, di cui 26 delle 30 considerate a maggior segretezza finanziaria secondo il Tax Justice Network. Venti di questi esercitano il controllo diretto o indiretto sui club di calcio italiani. Un fenomeno che interessa anche le serie minori e vede una presenza significativa di investitori statunitensi.
La ricerca ha seguito 265 club a partire dalla stagione 2022-23, verificando penalizzazioni, esclusioni dai campionati e vicende giudiziarie emerse nei tre anni successivi. Le società con proprietà opaca hanno una frequenza di penalizzazioni del 29,4% contro il 9,7% delle strutture trasparenti, esclusioni dai campionati del 29,4% a fronte del 12,1% ed è collegato ad accuse o indagini penali verso i soggetti apicali in oltre la metà dei casi (52,9%), contro appena il 5,6% della altre squadre.
"Una proprietà opaca non costituisce di per sé un illecito" tuttavia "il nostro studio suggerisce una relazione stretta tra opacità, illeciti amministrativi e rischi criminali", afferma Riccardi, secondo cui "società già in difficoltà finanziaria potrebbero attrarre investimenti opachi" mentre "l'ingresso di capitali di origine ignota potrebbe contribuire a generare irregolarità e instabilità finanziarie". (ANSA).






