Addio forzato, Rongier accusa il Marsiglia: "Mancanza di rispetto. Calcio universo senza pietà"
"Sì, chiaramente possiamo parlare di mancanza di rispetto". Nessun giro di parole per Valentin Rongier, centrocampista del Rennes ma ex giocatore dell'Olympique Marsiglia che in un'intervista rilasciata a Le Média Carré ha rivelato i retroscena del suo addio forzato dal club dei Phoceens la scorsa estate.
Il 31enne francese, dopo sei anni trascorsi all'ombra del Velodrome, si è visto costretto a fare i bagagli e andarsene dall'OM optando invece per firmare con il Rennes, attualmente quinta forza della Ligue 1 alle spalle di Lilla e prima ancora Marsiglia stesso. Ma Rongier non dimentica: "Dal momento in cui per 6 anni hai sempre dato tutto, non hai mai detto una parola fuori posto, hai rappresentato i valori del club, hai spesso risposto ai giornalisti quando le cose non andavano... È il mio lavoro, ok, ma avrei voluto un altro addio... dall'oggi al domani non ho più avuto notizie, il nulla".
Un'accusa forte nei confronti della dirigenza - con Mehdi Benatia direttore sportivo -, ma ha rincarato la dose anche con un altro retroscena, con l'allora allenatore Roberto De Zerbi che invece insistette per trattenerlo al Marsiglia: "Sono rimasto un po' deluso e triste per come è finita. Perché, in tutta umiltà, penso che avrei meritato qualcosa di meglio". Una delle ragioni principali che avrebbe portato alla rottura sarebbe stata la richiesta di un aumento di stipendio: "In questa industria del calcio l'aspetto umano passa davvero in secondo piano, è un universo senza pietà (...) puoi finire fuori dai radar molto rapidamente".











