Ancelotti: "Brasile sfida speciale. Fare il CT è un lavoro più riflessivo e mi piace molto"
È una leggenda indiscussa del calcio mondiale. E naturalmente del Real Madrid. Carlo Ancelotti non dimentica il suo glorioso passaggio al Santiago Bernabéu, chiuso con 15 titoli nelle sue due epoche sulla panchina Blanca. Oggi è il commissario tecnico del Brasile e sogna di riportare la Seleçao sul tetto del mondo. In una lunga intervista ad AS, Ancelotti parla del suo passato, del Real Madrid e della sua nuova vita in Sudamerica: "Potrei vivere a Madrid, a Vancouver o anche a Rio. Qui sto benissimo”, racconta con il solito sorriso.
Riguardando la foto del suo abbraccio con Luka Modric nel giorno del commiato dal Bernabéu, ammette: "È stato un giorno pieno di emozioni. Avevo riflettuto molto sulla possibilità di lasciare il Madrid. È stato il modo migliore per salutare. Indimenticabile". Dopo l'addio al club più titolato del mondo, Ancelotti sembrava pronto a chiudere la carriera. Ma poi è arrivata la chiamata del Brasile: "Immaginarmi in un altro club era difficile, ma il Brasile è una sfida speciale. È un sogno preparare un Mondiale con la nazionale pentacampione. Fare il CT è un lavoro diverso, più riflessivo, e mi piace molto. Ho preso la decisione giusta".
Oggi vive a Rio de Janeiro, dove osserva da vicino il calcio locale e una nuova generazione di talenti che sogna il riscatto mondiale.











