City, Cherki e il rapporto con Guardiola: "È esigente con me, io con lui. Ma ridiamo spesso"
Intervistato da France Football per scoprire come stia procedendo la sua permanenza al Manchester City e sotto le ali di Guardiola, Rayan Cherki vanta 9 gol e 10 assist in 38 partite ufficiali (Premier League, Champions League, FA Cup e Carabao Cup). Tutto a soli 22 anni e alla sua prima stagione assoluta con la maglia degli sky blues indosso. Eppure il fantasista francese non dimentica gli anni passati al Lione e i continui tentativi della stampa di criticarlo e attaccargli addosso etichette poco garbate.
"'Inadatto', quella è un'etichetta mai vista. 'Irritante', ci sta, il mio gioco lo richiede. Se non ci provo, diranno: 'Ah, vedi, gioca semplice, non è lui'. Se ci provo: 'Ah, vedi, esagera'. Se esagero e l'azione riesce, è straordinario. Se faccio la stessa cosa e non riesce: 'Ah, è scarso, è insopportabile'. (...) 'Futuro talento sprecato'. Tutto questo mi fa ridere", si è sfogato il trequartista. "Chi affibbia queste etichette non sa quanto sia dura la quotidianità, quanto si lavori. Al mio posto, molti avrebbero gettato la spugna da tempo".
Lui no. E come riuscì il connazionale e idolo di sempre Karim Benzema a conquistare il Pallone d'Oro, anche lui un giorno ambisce a vincerlo: "Ho sempre ritenuto di dover essere un top player", spiega senza pretese. Conosce il suo talento e le sue capacità, riesce in quello che vuole e così facendo è capace di integrarsi rapidamente in una squadra, facilitando l'intesa con i compagni e rispondendo positivamente alle attese dei suoi allenatori. Pep Guardiola è il suo tecnico attuale e ne ha parlato così: "Non parliamo di ciò che mi concede o meno. Fa parte del mio modo di essere. Fare un colpo di tacco in un dato momento è come respirare. Non ne abbiamo mai discusso. Mi dice solo le cose di cui abbiamo bisogno: 'Mettiti lì, difendi in quel punto...'".
E ha concluso: "Forse è più duro degli altri allenatori, ma ama tutti i giocatori. Abbiamo un buon rapporto. Ridiamo e parliamo spesso. È esigente con me, e io lo sono con lui. È importante per me".











