Che fine ha fatto Asencio? Out da circa un mese per alcune "frizioni" con Arbeloa
All’interno del Real Madrid è esploso, quasi in sordina, il "caso Asencio". Tutto ha avuto origine l'11 marzo, quando il difensore è rimasto fuori dall’undici titolare nella sfida contro il Manchester City. Una decisione di Alvaro Arbeloa che non è stata affatto digerita dal giocatore, che riteneva di aver dato tutto per esserci, giocando in condizioni precarie pochi giorni prima contro il Celta Vigo.
In quella gara, il Real si era presentato con una difesa decimata dalle assenze di Éder Militão e David Alaba, oltre alla squalifica di Dean Huijsen. Nonostante una contusione cervicale, Asencio aveva stretto i denti, ma contro il City era finito in panchina senza giocare. La tensione è poi esplosa nei giorni successivi. Alla vigilia della partita contro l’Elche, il difensore si è presentato nello studio di Arbeloa accompagnato da un medico, segnalando un lieve problema muscolare e dichiarandosi non disponibile. Una scelta che ha irritato profondamente l’allenatore, già infastidito dal malumore per l’esclusione contro il City.
La situazione si è ulteriormente complicata per via della gestione di Antonio Rüdiger, inizialmente destinato al riposo ma poi costretto a giocare all’ultimo momento, un cambio di programma che ha generato malumori anche nello spogliatoio. Il punto di rottura è arrivato in seguito: Arbeloa ha chiesto ad Asencio di scusarsi pubblicamente davanti al gruppo, dopo aver già chiesto perdono individualmente. Il giocatore, però, ha inizialmente rifiutato, restando fuori dalle convocazioni nonostante continuasse ad allenarsi regolarmente.
Solo successivamente, comprendendo la gravità della situazione e le possibili ripercussioni anche mediatiche, Asencio ha accettato di scusarsi con il gruppo. Da quel momento è tornato in lista contro il Maiorca e successivamente contro il Bayern Monaco, pur senza scendere in campo.











