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Dai trionfi europei alla caduta: il Siviglia rischia la retrocessione, le parole di Monchi un macigno

Dai trionfi europei alla caduta: il Siviglia rischia la retrocessione, le parole di Monchi un macigno
© foto di www.imagephotoagency.it
Oggi alle 11:56Calcio estero
Michele Pavese

Il calcio non perdona gli errori. E la storia recente del Siviglia sembra esserne la dimostrazione più evidente: dai trionfi europei che hanno definito un’epoca, fino all’attuale incubo retrocessione, il passo è stato breve. Forse non improvviso, ma certamente più rapido e profondo di quanto si potesse immaginare.

La sconfitta a Pamplona contro l’Osasuna ha reso ancora più drammatica una classifica già allarmante. Scene di sconforto, giocatori in lacrime, sguardi persi: immagini che raccontano meglio di qualsiasi statistica il peso psicologico di una stagione che sta diventando un vero e proprio crollo verticale. Eppure, non si tratta di un episodio isolato: negli ultimi anni il Siviglia ha progressivamente perso stabilità, passando da modello europeo a squadra in costante emergenza. Cambi di allenatori, instabilità dirigenziale e scelte tecniche spesso contraddittorie hanno finito per minare le fondamenta di un progetto che un tempo era sinonimo di identità e competitività.

Il tecnico Luis García Plaza ha fotografato bene lo stato d’animo del gruppo: "Ti rimane la faccia da stupido perché questa squadra non meritava di perdere". Una frase che sintetizza frustrazione e impotenza, ma che non cambia la realtà: il Siviglia è terzultimo e sempre più vicino a un disastro sportivo inatteso. La lotta salvezza è ormai una questione di nervi: restano cinque partite, due scontri diretti al Sánchez-Pizjuán e un calendario che non concede tregua. Ma il problema del Siviglia non è solo sportivo: è strutturale. Non è soltanto una crisi momentanea, ma un lungo processo di logoramento, riassunto bene dalle parole dello storico direttore sportivo Monchi: "Il nemico deve essere quello che indossa colori diversi dai tuoi. Se sei il direttore sportivo del Siviglia, il tuo nemico non può indossare il rosso e il bianco. Può indossare il verde e il bianco, il blu e il bordeaux, il bianco, il nero e il giallo, il giallo e il blu, ma il tuo nemico non può indossare i tuoi stessi colori, perché altrimenti le cose vanno male. Se alcuni remano a destra e altri a sinistra, la nave non arriverà mai in porto, mai”.

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