Il Senegal: "Risultato omologato, la CAF è corrotta. La Coppa non lascerà il nostro Paese"
La Federazione senegalese non ha perso tempo e ha reagito con fermezza alla decisione della Confederazione africana di calcio di assegnare la Coppa d'Africa 2025 al Marocco. Già nella serata di ieri, l’organo calcistico senegalese ha inviato una diffida ufficiale chiedendo di "congelare qualsiasi procedura di consegna del trofeo".
Dopo aver preso atto della notifica della sanzione, la FSF ha scritto al segretario generale della CAF contestando la decisione della Corte d’Appello e annunciando il ricorso al Tribunale Arbitrale dello Sport. Nella lettera, la federazione parla senza mezzi termini di una decisione "priva di fondamento giuridico, arbitraria e manifestamente sproporzionata". Il punto centrale della contestazione riguarda l’interpretazione delle regole di gioco. La FSF richiama infatti l’articolo 5 dell’International Football Association Board, sottolineando come "l’arbitro abbia esercitato il proprio potere discrezionale optando per una sospensione temporanea e non per l’interruzione definitiva". La partita, evidenzia il comunicato, è regolarmente ripresa, il rigore è stato calciato e il risultato è maturato sul campo dopo i tempi supplementari. "Riconfigurare a posteriori un episodio risolto durante la gara come abbandono - si legge - viola la consolidata giurisprudenza del TAS sulla sovranità dell’arbitro".
La federazione insiste anche su un altro aspetto chiave: "Il risultato era stato omologato e il trofeo ufficialmente consegnato, per questo la sicurezza giuridica della competizione è oggi gravemente compromessa". Per questo motivo, la FSF ha intimato alla CAF di sospendere immediatamente l’esecuzione della decisione e di bloccare qualsiasi cerimonia di consegna del trofeo al Marocco, chiedendo inoltre la pubblicazione del referto arbitrale: "La CAF è corrotta, la Coppa non lascerà il nostro Paese", si legge. In caso contrario, è pronta a procedere con un ricorso d’urgenza al TAS, accompagnato da misure cautelari per "tutelare l’integrità dell’albo d’oro" della Coppa d’Africa.











