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Il tifoso della RD Congo in piedi per tutta la Coppa d'Africa: un gesto che va oltre il calcio

Il tifoso della RD Congo in piedi per tutta la Coppa d'Africa: un gesto che va oltre il calcio
mercoledì 7 gennaio 2026, 09:12Calcio estero
Michele Pavese

Le immagini di un tifoso immobile sugli spalti della Coppa d’Africa hanno fatto rapidamente il giro dei social, trasformandosi in uno dei simboli più divertenti della Coppa d'Africa 2025. Ma dietro quella posa da "statua vivente", messa in atto da Michel Kuka Mboladinga, c’è molto più di una semplice curiosità folkloristica: si tratta di un gesto profondamente simbolico, legato alla storia, alla memoria e all’identità della Repubblica Democratica del Congo.

Vestito con un completo che richiama i colori della bandiera nazionale, Mboladinga ha scelto di restare in piedi per tutta la durata delle partite, con il braccio destro alzato verso il cielo, completamente immobile dall’inizio alla fine, senza reagire nemmeno ai gol. Una presenza silenziosa ma carica di significato, capace di catturare l’attenzione di pubblico e media internazionali. Il suo gesto è un omaggio a Patrice Lumumba, figura centrale della storia congolese e simbolo dell’anticolonialismo africano. Primo ministro del Congo indipendente, Lumumba entrò nella leggenda il 30 giugno 1960 con un discorso durissimo contro il razzismo e il dominio coloniale belga. Rovesciato pochi mesi dopo, venne assassinato nel gennaio 1961 insieme a Maurice Mpolo e Joseph Okito. Aveva soltanto 35 anni. Il suo corpo, sciolto nell’acido, non fu mai ritrovato; solo decenni più tardi si scoprì che alcuni resti erano stati conservati in Belgio.

La posa scelta da Mboladinga richiama volutamente le statue e le iconografie ufficiali di Lumumba, trasformando gli spalti in un vero e proprio monumento vivente alla memoria storica. Nel corso della CAN 2025, il tifoso è rimasto immobile per un totale di 438 minuti, diventando una delle attrazioni principali del torneo, tanto da essere ricevuto anche dal presidente della CAF, Patrice Motsepe. La sua avventura si è chiusa ieri, con l’eliminazione della Repubblica Democratica del Congo agli ottavi di finale contro l’Algeria (1-0 dopo i tempi supplementari). Al termine della partita, Mboladinga non è riuscito a trattenere le lacrime: la sua Coppa è finita tra l’emozione e l’orgoglio, dopo aver trasformato un semplice gesto di tifo in un potente messaggio di identità, memoria e appartenenza nazionale.

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