Ko in Champions, media da middle class in Premier: i numeri di Rosenior al Chelsea
Un’avventura breve, segnata da risultati negativi e conclusa con un epilogo inevitabile. L’esperienza di Liam Rosenior sulla panchina del Chelsea si chiude dopo appena tre mesi e mezzo (poco fa è arrivato il comunicato ufficiale sull'esonero), un periodo in cui i numeri non sono bastati per garantire continuità e stabilità. Arrivato l’8 gennaio scorso dopo la separazione con Enzo Maresca, Rosenior ha guidato i Blues per un totale di 23 partite ufficiali, con una media punti complessiva di 1,52. Un rendimento non sufficiente a soddisfare le aspettative di un club che puntava a ben altri traguardi.
Il bilancio in Premier League è stato particolarmente incostante: 5 vittorie, 2 pareggi e 6 sconfitte in 13 gare, per una media di 1,31 punti a partita. Numeri che fotografano le difficoltà incontrate nel dare solidità alla squadra. In campo europeo, dopo due successi nella League Phase della UEFA Champions League, è arrivata la doppia sconfitta agli ottavi contro il Paris Saint-Germain, che ha sancito l’eliminazione. Negativo anche il percorso in Carabao Cup (la Coppa di Lega inglese), con due sconfitte in altrettante partite. L’unico vero segnale positivo è arrivato dalla FA Cup, dove il Chelsea ha vinto tutte e quattro le gare disputate.
Troppo poco, però, per evitare l’esonero: la mancanza di continuità e risultati convincenti ha pesato più di ogni altra cosa, chiudendo anticipatamente un progetto mai davvero decollato. Il Chelsea con Rosenior ha perso cinque gare di fila e ha una media da centro classifica in Premier League, non ha mai dato l'impressione di essere al livello delle big in Champions League e non ha convinto neanche nelle altre coppe. L'esonero, va da sé, è di certo meritato.











