La Coppa d'Africa 2027 può cambiare sede: ritardi in Uganda e Kenya, si candida il Sudafrica
Quello che doveva essere un simbolo di unità e crescita per l’Africa orientale rischia ora di trasformarsi in un caso complesso. La Coppa d’Africa 2027, assegnata congiuntamente a Kenya, Uganda e Tanzania sotto il progetto “Pamoja”, è oggi avvolta da forti incertezze. L’idea iniziale, lanciata dalla Confederazione Africana di Calcio (CAF) nel 2023, puntava su investimenti massicci e cooperazione regionale per creare un evento storico. Tuttavia, a poco più di un anno dal via (19 giugno - 18 luglio 2027), i problemi infrastrutturali stanno emergendo con forza. Un recente rapporto ispettivo della CAF ha evidenziato ritardi significativi, soprattutto in Uganda, dove nessuno degli impianti soddisfa ancora gli standard più alti richiesti.
Anche il Kenya è in difficoltà, con lo stadio Talanta di Nairobi già slittato dall’iniziale consegna prevista per il 2025 all’estate 2026. Più avanzata, invece, la posizione della Tanzania, che appare al momento il paese più pronto. In questo scenario, prende quota l’ipotesi di un trasferimento totale dell’evento. Secondo quanto riportato da Le Monde, il Sudafrica rappresenta la soluzione più solida, grazie alle infrastrutture già disponibili dopo i Mondiali 2010. Sullo sfondo resta anche il Ruanda, pronto a inserirsi.
Le tensioni politiche e sportive sono già evidenti: Kenya e Uganda spingono per mantenere l’organizzazione, la Tanzania si oppone a eventuali decisioni penalizzanti. La CAF è chiamata ora a una scelta cruciale per evitare un nuovo caos organizzativo.











