L'uomo che ha trasformato il PSG in una macchina perfetta: Kvara è meglio di Dembele
C'è un prima e un dopo Khvicha Kvaratskhelia nel Paris Saint-Germain. Non è solo una questione di numeri - impressionanti -, ma di impatto totale sul gioco: da quando è arrivato a Parigi nel gennaio 2025, la squadra di Luis Enrique ha compiuto il salto di qualità definitivo ed è diventata la più forte e temuta d'Europa.
Crescita spaventosa.
Kvaratskhelia è ciò che si definisce un giocatore completo, moderno nel senso più pieno del termine. Non è solo spettacolo, anche se ne offre in abbondanza con le sue serpentine. È efficacia, continuità, lettura delle situazioni. Ogni sua giocata ha un senso, un obiettivo. Non c’è nulla di fine a sé stesso nel suo calcio ed è proprio questo che lo rende unico.
Contro il Liverpool lo ha dimostrato ancora una volta. Gol ma anche lavoro oscuro: ripiegamenti difensivi, pressione costante, coperture che liberano Nuno Mendes e rendono la catena di sinistra un’arma devastante. È un’ala che difende come un terzino e attacca come un numero dieci, una rarità. E poi c’è un altro aspetto, forse il più importante: il georgiano alza il livello nelle grandi notti. Più il palcoscenico è importante, più lui incide. È diventato l’uomo dei momenti decisivi, il riferimento offensivo quando le altre frecce steccano. A Napoli era un campione, adesso è un fuoriclasse.
Meriti e riconoscimenti.
Oggi è più chiaro che mai: una (gran) parte del merito del Pallone d'Oro vinto da Ousmane Dembélé è tutta sua. Perché Kvaratskhelia non regala solo spettacolo: è il giocatore che ha reso il PSG una macchina perfetta. E se chiedessimo a Luis Enrique chi dei due è imprescindibile, la risposta sarebbe scontata.











