Real, Vinicius si sfoga: "Anch'io sono umano. Non voglio essere fischiato a casa mia"
Fischiato dai suoi tifosi al Bernabeu, finito in lacrime nei tunnel prima di giocare, ieri sera invece Vinicius Júnior si è preso la sua rivincita personale con due assist e un gol inferto al Monaco nella goleada del Real Madrid (6-1) di Champions League. Intervenuto su Movistar+, il fuoriclasse brasiliano ha commentato: "Siamo entrati molto concentrati, muovendo il pallone da una parte all’altra. Così posso toccare molto la palla, ed è la cosa migliore per me". Insomma, il gioco di squadra aiuta, anche per rendimento da protagonista assoluto, dopo essere stato premiato come MVP del match.
È un momento particolare per Vini. Ha riconosciuto che gli ultimi giorni sono stati "molto complicati per i fischi" e per tutto ciò che si dice attorno al suo nome e a quello dei suoi compagni. "Sono sempre al centro di tutto e non voglio esserlo per cose fuori dal campo. Voglio esserlo per ciò che ho fatto per questo club", ha dichiarato. Assumendosi le responsabilità di indossare la maglia del Real: "Devo farlo ogni giorno. Cerco di dare tutto per questa maglia e per un club che mi ha dato così tanto".
Poi il messaggio ai tifosi dopo la contestazione recente: "In casa abbiamo bisogno del sostegno dei nostri tifosi affinché tutto torni alla normalità. Vogliamo vincere e anche loro. Se siamo uniti, questa stagione andrà meglio". Il gol siglato nel secondo tempo invece è stata una liberazione: "Momento molto bello. Avevo fatto molti assist e tutti mi dicevano che dovevo segnare. Siamo una famiglia. Con la fiducia dei miei compagni e dando la nostra versione migliore, vinceremo molte cose questa stagione".
Dopodiché il numero 7 del Real ha confidato il peso di rappresentare la società: "Giocare nel club più grande del mondo è molto complicato, le esigenze sono altissime. Anch’io sono umano". Sfogo motivato dalla negatività trasmessa dai suoi tifosi blancos: "Non voglio essere fischiato a casa mia, dove mi sento molto a mio agio. Nelle ultime partite non mi sono sentito comodo perché ogni volta che facevo qualcosa di sbagliato venivo fischiato. Conosco il mio potenziale, so dove posso arrivare. Sono qui per continuare a crescere e lottare sempre per questo club".











