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Il derby: due squadre che possono fare la storia. Due portieri che la stanno facendo, Maignan e Onana

Il derby: due squadre che possono fare la storia. Due portieri che la stanno facendo, Maignan e OnanaTUTTO mercato WEB
mercoledì 10 maggio 2023, 16:50Editoriale
Carlo Pizzigoni
Giornalista, scrittore, autore. Quattro libri, tanti viaggi. Tutti di Calcio. Su Twitter è @pizzigo. Su Twitch con @lafieradelcalcio

La scuola italiana? La prossima volta. Nel più impronisticato dei derby milanesi, giungere fino alla semifinale di Champions era insperato anche dalle parti in causa, c’è una sfida da lontano che solo qualche anno fa avrebbe, qui pure fatto saltare la posta. A difendere le porte ci saranno un francese nato in Sudamerica, in Guyana, Mike Maignan e un camerunese cresciuto alla Masia di Barcellona, André Onana. Assoluti protagonisti in diverse fasi della manifestazione, mostruoso il rossonero col Napoli, non da meno il nerazzurro specie col Porto, Maignan e Onana stanno riscrivendo i contorni del ruolo persino in Italia, dove si riesce ancora a dire, nel meraviglioso mondo della comunicazione che “il portiere deve solo parare".

L’evoluzione del ruolo, il grande aggiornamento che si sta facendo da anni sui metodi di allenamento, chiama in causa questi due protagonisti divenuti praticamente subito anche beniamini dei loro tifosi, perché diffondere fiducia e serenità alla difesa non è affare per tutti, specie di questi tempi. E loro due, originali fin dai numeri di maglia, il 16 di Maignan (è una declinazione del 12 italiano ma è divenuto celebre grazie a Barthez) e il 24 di Onana (che unisce il giorno e il mese di nascita. Credibilità e personalità non nate ieri, ma decisamente sottostimate e non solo in Italia. Il ruolo di secondo di Maignan nella nazionale francese grida vendetta ormai da anni, e solo l’uscita di scena di Lloris recente ha convinto Deschamps a puntare su quello che è nettamente il miglior portiere di Francia da tempo, oltre che forse tra i tre migliori al mondo. A proposito della poca fiducia di questo ragazzo classe 1995 divenuto grande alla scuola del Paris Saint Germain che tra la miriade di errori registrata nella sbagliata gestione del suo settore giovanile inserisce anche questa. Nell’estate del 2017 mi trovavo a Lille per osservare da vicino l’esordio di Marcelo Bielsa nella squadra locale.
La squadra costruita da Luis Campos non riscuoteva troppa considerazione, ricordo, in città: tante scommesse e qualche addio pesante. Tra questi, quello di Enyeama, recordman di presenze nella nazionale nigeriana, che avrebbe lasciato il posto a quello che l’anno prima era la sua riserva. La gara d’esordio di quel Lille è un dominio totale, ma nell’unica occasione in cui il Nantes di Claudio Ranieri trova uno spiraglio, ecco l’intervento di Maignan che manda la palla sulla traversa. Il resto della gara però non è anonimo, come si potrebbe pensare osservando le conclusioni degli avversari: Maignan sventaglia e imbuca come un centrocampista. Le nuove richieste del calcio moderno, con la partecipazione alla manovra anche del portiere sono nel suo DNA: Mike ha le doti e le letture di un portiere del nuovo millennio, sa integrarsi perfettamente col tempo giusto nella fase di costruzione poi ti toglie anche il pallone dal sette, perché ormai da diversi anni ci si allena anche per questo. I compagni lo cercano, lui è coinvolto. Anzi coinvolge, e non ha nemmeno bisogno di alzare la voce né, soprattutto, ha la necessità tipica anche di grandi portieri di inalberarsi dopo un grande salvataggio reclamando attenzione ai compagni con un rimprovero. Maignan è sempre sotto controllo mentalmente, non disperde energie in critiche o proteste, ma è sempre tremendamente sul pezzo, e la parola in più è sempre un sostegno.

La lingua e la gestione tecnica accomunano i due portieri. Anche se Onana raffina il suo controllo di palla e la sua capacità di calcio nella migliore scuola al mondo per questo fondamentale, quella della Masia, a Barcellona. C’è però chi racconta che la sua spigliata attitudine con entrambi i piedi nasca nella scuola calcio di Samuel Eto’o, a Douala. I catalani prendono anche il cugino di André, Ondoa, dopo che la nuova era segnata da Victor Valdes pretende una modalità nuova per i portieri. Il Barça si dimostra sveglio ma valuta male il potenziale, scegliendo di rimanere col cugino sbagliato, così Onana saluta tutti per andare ad Amsterdam. Poco male perché l’Ajax è il perfetto continuum nella costruzione del portiere del futuro. Onana all’Ajax diventa pezzo chiave della squadra vincente di Ten Hag. Le solite basi, costruzione, letture, doti tecniche. Quella che la giustizia sportiva ha poi declinato in “negligenza”, lo fa squalificare per doping per nove mesi. Il periodo peggiore della vita del ragazzo, anche perché viene a più riprese esibita la mancanza di dolo nei diversi procedimenti giudiziari, rende ancora più forte mentalmente André, che però decide di allontanarsi dal nord Europa. L’Inter arriva al momento giusto, quando la voglia di dimostrare le sue qualità fuori dall’Olanda sono al picco. Non lo spaventa la concorrenza di Samir Handanovic, e vince molto presto la scommessa senza nemmeno troppo alzare la voce, anzi: ottenendo anche la benevolenza dello sloveno, oltre che del pubblico che forse prima ancora di Simone Inzaghi lo vorrebbe titolare in campo.

Stasera si guarderanno da lontano, dopo essersi stretti i guantoni. Molto di questa eliminatoria passa anche da lì. E’ una vita che questi due ragazzi lavorano per essere su un palcoscenico del genere. Se lo sono decisamente meritato.

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