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Il Milan da Pioli a Fonseca: dov'è il salto di qualità? Gasperini s'è preso un grosso rischio. Conte è l'allenatore giusto per risollevare questo Napoli (ma a una precisa condizione)

Il Milan da Pioli a Fonseca: dov'è il salto di qualità? Gasperini s'è preso un grosso rischio. Conte è l'allenatore giusto per risollevare questo Napoli (ma a una precisa condizione)TUTTO mercato WEB
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martedì 28 maggio 2024, 16:02Editoriale
di Raimondo De Magistris
Nato a Napoli il 10/03/88, laureato in Filosofia e Politica presso l'Università Orientale di Napoli. Lavora per TMW dal 2008, è stato vicedirettore per 10 anni. Inviato al seguito della Nazionale

La Serie A dominata dall'Inter andata in archivio nell'ultimo fine settimana ha portato con sé una lunga serie di vinti che già da qualche settimana sentono la necessità di ripartire con un nuovo progetto tecnico. Sono pochi gli allenatori oltre a Simone Inzaghi che resteranno al loro posto e nella maggior parte dei casi di tratta di chi il suo traguardo (con la salvezza, con la promozione o con la vittoria dell'Europa League) l'ha raggiunto. Oppure chi, come Lazio o Roma, ha chiuso in anticipo il suo ciclo e scelto Tudor e De Rossi anche per la stagione che verrà.

Ha deciso di cambiare il Milan, club che sabato sera ha celebrato e salutato Stefano Pioli. E' finito un ciclo durato quasi cinque stagioni, un quinquennio che ha avuto nello Scudetto il suo apice ma che non s'è limitato al trionfo del 2022. Pioli lo scorso anno ha raggiunto le semifinali di Champions e in questa stagione, forse la peggiore delle cinque, ha comunque concluso il campionato al secondo posto.
C'è chi ha fatto peggio, ma dopo un'annata costellata da tante delusioni e da derby persi male ci sta cambiare. I dubbi casomai riguardano la scelta del dopo Pioli, riguardano quel Paulo Fonseca che ormai è il prescelto della triade Moncada-Ibrahimovic-Furlani per raccogliere l'eredità dell'allenatore emiliano. Il #Nopetegui che ha portato la società rossonera a fare un passo indietro su Julen Lopetegui (nel frattempo diventato nuovo tecnico del West Ham) non ha alla fine indotto il Milan a puntare su un profilo troppo diverso perché le vittorie di Fonseca si limitano all'avventura in Ucraina, nel quotatissimo Shakhtar. Prima un paio di coppe in Portogallo, dopo solo una lunga serie di piazzamenti tra cui l'ultimo col Lille, un quarto posto che in realtà era terzo posto fino a pochi minuti dalla fine della Ligue 1 2023/24.
Da quando ha lasciato l'Ucraina, Fonseca ha collezionato due quinti, un settimo e un quarto posto. E se è vero che Pioli, quando si insediò al posto dell'esonerato Giampaolo, aveva vinto meno, è altrettanto vero che oggi il Milan grazie ai cinque anni di Pioli è tornato un Milan che vuole vincere. Che ha il dovere di vincere e quindi esonera il suo allenatore anche dopo un secondo posto. E allora perché Fonseca? I dubbi dei tifosi sono legittimi e non sono solo dei tifosi, al portoghese il compito di smentirli. Ma partire con poco credito della piazza e ancor meno pazienza non è sicuramente un sicuramente il presupposto ideale per aprire un ciclo, per far crescere ancor di più questo Milan.

Gian Piero Gasperini ha deciso di restare all'Atalanta. Dopo lunghe riflessioni, dopo aver parlato col Napoli anche nel fine settimana precedente alla finale di Europa League e dopo il trionfo di Dublino, il tecnico di Grugliasco ha sciolto le riserve e deciso di restare a Bergamo per portare avanti un ciclo che va avanti da otto anni. La decisione è arrivata già dopo il primo colloquio con Antonio Percassi: c'è ancora da risolvere la questione relativa alla durata del nuovo contratto (l'Atalanta offre il rinnovo fino al 2026, Gasp chiede tre anni), ma tanto basta per allontanare le avances del Napoli che l'ha aspettato per oltre un mese salvo poi dover dirottare su un nome altrettanto importante.
Gasperini che quest'anno ha trionfato in Europa e chiuso la stagione con la qualificazione alla prossima Champions League chiede ora un'Atalanta molto più forte. Non solo il sostituto di Koopmeiners, ma 3-4 top player pronti per rispondere ai sogni di una piazza che nelle ultime uscite pubbliche ha invocato lo Scudetto. Non sarà facile, tutt'altro. Anche perché il prossimo anno gli impegni per l'Atalanta si moltiplicheranno e già quest'anno, con questa rosa, Gasperini ha fatto un autentico capolavoro. Restare era la scelta più semplice, per certi versi più ovvia, ma in prospettiva anche la più pericolosa perché Gasperini sa che per fare meglio di quest'anno la squadra deve essere pesantemente rinforzare. E i Percassi, maestri nella gestione economica dell'Atalanta, saggiamente non faranno mai il passo più lungo della gamba.

Antonio Conte è molto vicino all'accordo con Aurelio De Laurentiis. Reduce dalla peggiore difesa del titolo che la Serie A ricordi, il Napoli è pronto a ripartire da un allenatore maestro nelle rifondazioni e anche vincente, un tecnico scaricato dalle big perché spigoloso e pretenzioso ma che resta tra i migliori a livello europeo. Per far ripartire una squadra svuotata, sfilacciata, una squadra che quest'anno non è mai stata squadra, quello di Antonio Conte è nome perfetto perché tra i pochi che può rimettere insieme i cocci di un vaso che s'è rotto in mille pezzi. Tra i pochi che ha idee chiare su come ricostruire la rosa e con chi farlo.
Per farlo rendere però sarà necessario che De Laurentiis conceda a lui e a Manna carta bianca, che si defili dopo aver ingaggiato l'allenatore più costoso della sua gestione. Questa stagione è lì a raccontare anche degli errori di un presidente che quando s'è intromesso ha solo creato ulteriori frizioni e divisioni. La storia di Conte è lì a testimoniare che ovunque può trovare terreno fertile per vincere ma che non è pronto a tollerare intromissioni nel suo campo, che può in qualunque momento sbottare o fare un passo indietro. La dura lezione di questa stagione sarà servita?

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