Inter, la parola crisi è autorizzata. Allegri, inizia a giocare a calcio. Mou salvato dai Primavera... ma non era un campionato poco formativo?
La maledizione dell'Europa che ti toglie punti in campionato. Vale per l'Inter, non per Juve e Milan, vale per l'Atalanta. E' stato un week end di sana follia. Alla fine questo è il bello della serie A. Può succedere davvero di tutto. E non è finita qui: il Napoli, a Cagliari, ha un'occasione più unica che rara. Il Milan che fa un punto a Salerno, l'Inter che si inceppa, l'Atalanta che perde a Firenze e la Juve che fa 1-1 nel derby con il Torino. Assurdo ma bellissimo per i nemici della monotonia. Prima riflessione sull'Inter: i periodi di calo, in una stagione, li hanno tutti. Bisogna essere bravi a farli durare il meno possibile. Inzaghi si sta complicando la vita da solo. L'Inter spende tante energie, prima e dopo Liverpool, per andare a casa con onore e nel frattempo in campionato fa 1 punto su 9 nelle ultime tre giornate. Situazione complicata. Ci sono due problemi da affrontare. Lautaro si è incartato e sbaglia gol assurdi. Handanovic ha finito la linea di credito ed è attualmente un problema serio tra i pali. Vi dico una follia: sarebbe da mettere in panchina. Ormai il tempo di Handanovic è finito, nello spogliatoio è un leader ma bisogna avere il coraggio di metterlo fuori dall'11 iniziale. Rispetto sì ma esiste anche la meritocrazia. Gli errori iniziano a diventare sempre più frequenti e, allo stesso tempo, decisivi. Solo l'Inter può buttare questo scudetto. Lo diciamo da mesi ma Inzaghi non ci deve ascoltare. Perderlo sarebbe un suicidio.
Oggi tocca al Napoli che ha un asso clamoroso da calare sul tappeto verde. Regali così accadono una volta all'anno. Di solito a Natale e oggi è il Natale di Spalletti.
La riflessione sulla Juventus è abbastanza raccapricciante. Allegri, in questi anni di esilio, non si è aggiornato ma nel frattempo il calcio è cambiato. Sta sbagliando tutto quello che c'era da sbagliare ma se prima gli concedevamo alcuni alibi, dopo il mercato di gennaio non glielo consentiamo più. La squadra deve girare diversamente. Vlahovic deve essere servito di più e meglio. La Juve deve iniziare a giocare a calcio. Va bene che l'unica cosa che conta alla Juventus è vincere ma se non vinci e neanche giochi in maniera decente non ti puoi nascondere dietro a frasi di circostanza. Il Torino, anzi Juric, ha giocato a calcio e nel suo piccolo ha dato una vera lezione ai bianconeri. Ha ragione Juric: il Toro avrebbe meritato anche di vincere venerdì sera. In Champions serve un'altra testa, un'altra squadra e soprattutto altro tipo di calcio. Non puoi pensare di fare sempre il gol del vantaggio e difendere in eterno quello striminzito 1-0. In alcuni casi la regola funziona ma in altri no e, allora, devi continuare a giocare per provare a fare il secondo e non chiuderti per ammazzare il gioco e fare 1-0.
E' la serie A degli allenatori al contrario. Allegri non fa carburare la Juve, Gasperini inizia a calare tra un lamento e una protesta e poi c'è lui... Josè Mourinho. Difeso dai romanisti come se fossero interisti. Una difesa del genere, da parte dei tifosi giallorossi, non ha un senso e neanche una spiegazione. La avremmo capita all'Inter. Trattasi di riconoscenza. Ma un allenatore che per questa piazza non ha fatto nulla perché merita la stima incondizionata del popolo? Come mai a Roma hanno criticato tutti, anche Fonseca che faceva vedere un bel calcio, e nessuno si permettere di criticare il Dio del Portogallo? Da quando è arrivato ha solo saputo lamentarsi. Ha perso con tutte le big, tranne il Napoli, ha perso un derby, ha fatto figuracce in Conference League e non è mai stato in corsa per la zona Champions. Perché questo uomo non può essere criticato dai romanisti? Non indovina una stagione da anni e a Roma si è presentato senza portare nessuna novità tecnica, tattica o motivazionale. Ha sputato fango sul campionato Primavera pensando di dover dare delle lezioni dall'alto del suo stipendio, mancando di rispetto involontariamente ad Alberto De Rossi e a tutto il sistema giovanile italiano. Con la sua presunzione dimentica che il campionato Primavera è più formativo di tutti i suoi allenamenti che non portano alcuna novità. E poi una delle poche cose che alla Roma funziona è proprio il settore giovanile fatto ancora dal made in Italy senza portoghesi e americani. Mourinho non rispetta gli allenatori che guadagnano un millesimo di quello che guadagna lui per far allenare il vice e dice fesserie consapevole di non conoscere l'argomento Primavera. Poi, alla canna del gas, convoca i giovani della Primavera e gli unici a fare la differenza, guarda caso, sono loro. Ma non era un campionato inutile? Negli ultimi anni, non 30 ma 4-5, sono usciti dalla Primavera Donnarumma, Bastoni, Zaniolo, Chiesa, Vlahovic, Locatelli, Kean, Pinamonti e tanti altri. Mourinho si finge tuttologo ma non conosce tanti argomenti e soprattutto ostenta senza sapere. Una parola è troppa e due sono poche diceva Lino Banfi. Da settembre chiediamo a Mourinho di parlare di calcio e dare delle risposte sul non gioco e non risultati della sua Roma. Finora ha parlato di tutto ma di questi due argomenti non si trova mezza risposta. A breve si pronuncerà anche sulla guerra tra Russia e Ucraina ma di darci spiegazioni sul lavoro di Trigoria neanche ci pensa. Finora un bluff senza precedenti.











