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L’Inter e la Supercoppa dei veleni, i “Signorini” della Juve, il futuro di Mourinho, le rivelazioni dell’”arbitro Iena”, i senza-neuroni del caso-Maignan. E i fischi al mito Gigi Riva

L’Inter e la Supercoppa dei veleni, i “Signorini” della Juve, il futuro di Mourinho, le rivelazioni dell’”arbitro Iena”, i senza-neuroni del caso-Maignan. E i fischi al mito Gigi Riva TUTTO mercato WEB
Fabrizio Biasin
mercoledì 24 gennaio 2024, 20:35Editoriale
Fabrizio Biasin

Ci tengo a dire, come sempre, alcune cose assai perdibili.

La prima riguarda José Mourinho, “fu” tecnico della Roma. Nei giorni dell’addio sono volate le pernacchie. Situazione tipica: quando il mito è in difficoltà, gli avvoltoi puntano il cadavere. E parliamo di tifosi vicini e lontani, ma pure di media. Oh, sia chiaro, è vero che le cose stavano andando malissimo, è vero pure che i giallorossi “non” giocavano a calcio, ma certe considerazioni puzzano solo di antipatia personale. Tra dieci anni, a mente fredda, si parlerà dell’era-José col sorriso sulle labbra. E se è vero che certi comportamenti extra-campo sono parsi esagerati, è altrettanto vero che due finali europee e un Olimpico perennemente “tutto esaurito” sono risultati da leccarsi i baffi, per chi ce li ha.

La seconda riguarda l’Inter, per la terza volta consecutiva Supercampione d’Italia. “Son coppette”, dice qualcuno, anche tra gli stessi tifosi nerazzurri. Può darsi, ma qui si ragiona sempre come se i trionfi, le competizioni e le possibilità di godere fossero decine e decine. Non è così. La squadra di Inzaghi riapre la bacheca anche in questa stagione e in attesa di capire “quel che sarà” è doveroso dire le cose come stanno: l’Inter gioca un gran bel calcio, altro che balle. I 44 tiri eseguiti tra semifinale e finale a fronte dell’unico subìto in porta (bella parata di Sommer su gran tiro di Kvara) dovrebbero valere gli applausi di tutti e, invece, trionfa la polemica. Rob de mat, dicono a Milano.
 
La terza riguarda la Juve. Anzi, “i signorini” della Juve, la beata gioventù venuta a galla negli ultimi mesi. Da Tildiz in giù, c’è da lustrarsi gli occhi. E qui, va detto, il merito è certamente degli stessi giovanotti ma anche di chi li sta mettendo “a valore” (leggi Allegri). Ecco, attenti a quel che sta facendo il sciur Max: il lavoro dialettico fuoricampo (dal “guardie e ladri” in giù) mescolato a quello di campo (i bianconeri non sono più “solo fase difensiva”) regala certezze: la Signora darà fastidio in chiave scudetto fino alla fine, anche se l’uomo di Livorno saggiamente non lo ammetterà mai.
 
La quarta riguarda i fischi “arabi” durante il minuto di raccoglimento per il mito Gigi Riva. Dicono “da queste parti non comprendono il silenzio, hanno fischiato per quello” come a voler giustificare quel momento agghiacciante. Ed è così, probabilmente non l’hanno fatto apposta, ma il fatto che il nome di un gigante li abbia lasciati del tutto indifferenti è la riprova che potranno continuare a comprare calciatori, ma difficilmente riusciranno a costruire “calcio”.

La quinta riguarda l’idea “buttata là” dalla Lega su una possibile giornata di Serie A da giocare prima o poi all’estero. E questo per esportare al meglio il nostro prodotto. È tutto francamente grottesco. Così come ognuno di noi prima di uscire per il primo appuntamento si fa bello come può, così anche i nostri reggenti dovrebbero prima pensare a dare una sistemata al prodotto, poi ad esportarlo. Invece no, si cerca di vendere il solito fumo senza arrosto, tanto qualcuno che ci casca si trova sempre.
 
La sesta riguarda la famiglia Zhang. Con la vittoria in Supercoppa il patron dell’Inter ha messo in bacheca il 6° trofeo della sua gestione: nei 115 anni di storia nerazzurra solo Angelo e Massimo Moratti hanno fatto meglio. Massimo è re assoluto con 16 trofei (11 sotto la sua presidenza, 5 sotto quella di Giacinto Facchetti), papà Angelo arriva a 7. Ok, è vero, le vittorie si “pesano” e una Champions - per dire - vale 50 Supercoppe, ma in attesa di vedere quel che accadrà ci sentiamo di poter azzardare: mister Zhang non è un pirla.
 
La settima riguarda il servizio delle Iene con l’arbitro “oscurato”. Signore e Signori, vi dico banalmente la mia: ci stiamo avvelenando. Parliamo solo di rogne, sotterfugi, presunti complotti, schifezze varie. E di calcio? Mai. Non poco, mai. Se non invetriamo in fretta ‘sta tendenza, altro che “esportare calcio”, faremo scappare anche gli ultimi ragazzini (già ora parecchio indifferenti al mondo del pallone).

L’ottava riguarda Maignan. Ha avuto coraggio. Bravo, bravissimo. Speriamo che tutti prendano esempio. Speriamo che in futuro negli stadi la maggioranza delle persone senzienti arrivi a zittire gli imbecilli senza speranza che puntualmente scelgono di manifestare la loro cretineria. E, soprattutto, speriamo che i responsabili paghino per la loro imbecillità.

La nona non ce l’ho.

Figuratevi la decima.

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