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La metamorfosi della Juve (e quella di Vlahovic), il nuovo acquisto dell’Inter, le cose sbagliate dette su Mourinho. E il vincitore di Sanremo 2024!

Fabrizio Biasin
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Fabrizio Biasin
mercoledì 17 gennaio 2024, 16:01Editoriale
17.01.2024 16:01Editoriale
FotoTUTTOmercatoWEB

Ho ascoltato i brani di Sanremo 2024. Mi piace molto quello dei Negramaro. Ma pure quello dei Santi Francesi. Ma pure quello di Mahmood. E anche quello di Dargen D’Amico. E quello dei Ricchi e Poveri lo canteremo allo stadio, vedrete. E me ne piacciono anche altri, ma non mi ricordo più. Altri (più di uno) un po’ meno, ma son gusti. E comunque al primo ascolto conta nulla. E buonanotte.

Volevo dire una cosa su Vlahovic: è forte. Molto. E voi direte “grazie al ca’” ma il dato di fatto è che per molto tempo c’è chi ha pensato il contrario, chi ha parlato di bluff, chi lo ha gettato nell’ideale bidone dell’umido. E invece eccolo qua, basta farlo giocare e fa il suo. “Ma prima giocava e non ci riusciva”. Mica tanto, prima era un filo “messo da parte”.
E comunque il dato di fatto è che la Juve ha cambiato - e di molto - atteggiamento. La squadra che per tanti mesi ha sviluppato una straordinaria fase difensiva e poco altro, da qualche settimana si è messa a “produrre calcio”. Si vede nei numeri e pure nei fatti. Questa è la miglior notizia per i bianconeri, la certezza di avere una squadra che ha smesso di essere solo “pragmatica” ed è diventata davvero “bella”.

E l’Inter? Beh, c’è chi parlava di una squadra “nervosa”, “affaticata”, un filo “in difficoltà” e certamente “sotto pressione mediatica”. Ebbene, la reazione sul campo è stata perfetta, sintomo che la squadra di Inzaghi sa isolarsi dalla (inevitabile) caciara mediatica. Il resto lo dicono i numeri, sorprendenti. E comunque tutto questo inutile bla bla serviva per arrivare al punto: l’Inter ha l’accordo per portare Taremi a Milano a giugno. Se non succedono cose imprevedibili, sarà il prossimo parametro zero dei nerazzurri (e non il solo…).

Ma il caso del giorno lo conoscete, ha un nome (José) e un cognome (Mourinho). La Roma lo ha liquidato e ha certamente avuto le sue buone ragioni (il livello di non-gioco era effettivamente impressionante). Ma c’è una cosa che non si può far passare (almeno per il sottoscritto), il fatto che nel deliro della giornata di ieri in tanti - troppi - abbiano sostenuto la tesi di un Mou “fallimentare”. Boiate. È vero, quest’anno il portoghese stava facendo malissimo, al punto che quasi aveva rimediato più espulsioni che punti, ma è anche vero che durante la sua esperienza la Roma ha vinto una Conference League, ha disputato una finale in Europa League (finita male per orrori arbitrali), ha riempito costantemente l’Olimpico, ridato entusiasmo a una tifoseria che lo aveva decisamente smarrito. E - piaccia o non piaccia - quest’uomo ha anche acceso un riflettore in più sulla nostra Serie A, ché personaggi così non si trovano sugli scaffali del discount. E quindi buona fortuna, José, ci hai regalato un’infinità di “tituli”.

Ah, comunque è possibile che il Festival lo vinca la Amoroso.

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