Pellegrino contro il Sassuolo vuol dire partire da 1-0. A Firenze segna solo di piede
TMWSi è finalmente sbloccato Mateo Pellegrino. L'attaccante argentino è stato fra i protagonisti del ritorno al successo della Fiorentina, capace di espugnare il Mapei Stadium per 2-4. Un gol che ha cambiato la partita della viola che fino a quel momento stava rischiando di andare all'intervallo in svantaggio e depressa e che invece ha fatto scattare la scintilla che ha portato alla vittoria. Ci volevano i neroverdi, con i quali il giocatore ha un conto aperto: in 3 partite giocate contro di loro ha sempre segnato.
52 giorni di digiuno in Serie A
52 giorni di digiuno in Serie A, gli stessi che ha impiegato la Fiorentina per vincere una partita. Da allora prestazioni mai all'altezza, tante insufficienze rimediate e risultati che latitavano. Colpa anche di prestazioni di squadra non all'altezza, che hanno lasciato il giocatore isolato e senza sfruttare al meglio le sue qualità nel gioco aereo.
Da Parma a Firenze, come è cambiato il modo di segnare
Pellegrino si è presentato a Firenze con caratteristiche chiare: a Parma, nel 3-5-2 di Cuesta i cross per il centravanti erano uno schema fisso per trovare la via del gol, che ha portato di fatto a 11 reti di testa sulle 15 complessive. Qualità mai sfruttata quest'anno, non a caso fin qui le 4 reti segnate fra campionato e Coppa Italia sono arrivate solo di piede: 3 di sinistro e 1 di destro, considerando anche la Coppa Italia. Rende l'idea delle difficoltà fin qui emerse: il suo xG è di 1.61 e la sua media tiri in porta a partita è di 0.50. Paradossalmente l'argentino è riuscito a segnare più di quanto potesse essere previsto, statistiche alla mano. Dati che vanno necessariamente migliorati. E chissà che questa rete non lo abbia sbloccato.






