Gioia nerazzurra. Corriere della Sera: "Grande festa per l'Inter campione"
Il Corriere della Sera sceglie la prospettiva più lunga per raccontare lo scudetto dell'Inter: non una notte, ma un decennio. Tre titoli in sei stagioni degli anni Venti, due finali di Champions League, tre allenatori diversi alla guida dello stesso gruppo. Il quotidiano di via Solferino individua la chiave del ciclo nerazzurro in quello che l'economista John Kenneth Galbraith chiamò tecnostruttura — la squadra di manager capace di pianificare lo sviluppo di un'impresa indipendentemente dai suoi proprietari. Con Beppe Marotta e Piero Ausilio nel ruolo di architetti silenziosi, l'Inter ha costruito e mantenuto un'identità che ha resistito al cambio di proprietà, da Suning al fondo Oaktree, senza mai perdere il filo.
Il giornale si sofferma sui capolavori gestionali di un mercato che ha fatto scuola: la valorizzazione di Onana, la sostituzione di Hakimi con Dumfries a condizioni vantaggiosissime, la cessione di Lukaku al Chelsea con l'elastico, Thuram a parametro zero. E poi il lavoro di Chivu, capace di gestire gli ego feriti dalla finale di Monaco di Baviera e di ricucire il rapporto con Calhanoglu - destinato a partire due anni fa, ancora qui e ancora decisivo. L'unica nota stonata è Bastoni, definito dal quotidiano un errore collettivo: del giocatore in campo e di un ambiente che non ha saputo lasciar sfogare la tempesta social, finendo per alimentarla.ù
Sul piano tecnico, il Corriere racconta un primo tempo reso complicato dal Parma - squadra dalle idee chiare, poco spettacolare ma organizzata - sbloccato da Thuram a pochi secondi dall'intervallo con un tiro preciso e potente su assist di Zielinski: il tredicesimo gol stagionale per il francese, nato proprio a Parma quando suo padre vestiva il gialloblù. Nella ripresa rientra Lautaro Martinez, fermo dal 18 febbraio, e il suo assist da destra per Mkhitaryan vale il 2-0: il sigillo definitivo sullo scudetto numero ventuno.











