Atalanta, Sarri: "Potevamo vincerla, ma preso un gol stupido, con 14 assenze è difficile"
Andrea Carlino
L'Atalanta non riesce a scuotersi dal momento di crisi e si ferma sull'1-1 interno contro il Kairat Almaty nella terza giornata di Conference League. Alla New Balance Arena, i nerazzurri evitano il secondo KO casalingo consecutivo ma deludono le aspettative della vigilia, complice un momento di appannamento fisico e le numerose assenze che stanno condizionando le rotazioni di Sarri. Con questo pareggio, l'Atalanta sale a quota 4 punti nella classifica della League Phase, confermando una fase di evidente affanno sul piano del gioco e delle energie.
Ai microfoni di Sky Sport, al termine del match, interviene l'allenatore dell'Atalanta, Maurizio Sarri. Ecco le sue parole:
Nelle intenzioni questa doveva essere la settimana della risalita, sia in campionato che in Europa, ma è arrivato un altro risultato negativo rispetto alle aspettative. Che cosa non ha funzionato? A tratti è sembrata una squadra impaurita e bloccata mentalmente. Inoltre, c'è stato un altro approccio non positivo nel secondo tempo con un gol evitabile: come ha visto la partita?
"Se in un momento in cui hai fuori 14 giocatori questa deve essere la settimana di rilancio, la vedo dura. Oggi avevamo 10 infortunati e quattro giocatori con valutazioni che sconsigliavano l'utilizzo per più di mezz'ora, quindi diventa difficile. Potevamo vincerla sicuramente se non prendevamo un gol stupido, poi dopo la partita si è fatta difficile. Meno male che non abbiamo mollato, perlomeno dal punto di vista della voglia di portare in fondo un risultato positivo. Abbiamo fatto fatica: la circolazione della palla è stata piuttosto lenta e abbiamo faticato ad attaccare gli spazi e a giocare contro una squadra chiusa. Però, con tantissime attenuanti, prendiamo questo punto e vediamo di andare a conquistare la qualificazione più avanti, quando staremo meglio sotto tutti i punti di vista."
È un pareggio che non compromette il cammino in Europa, però si aspettava di più soprattutto da quei giocatori di maggior qualità schierati davanti, dai quali non è arrivato l'apporto sperato?
"Uno si aspetta sempre molto dai propri giocatori. È chiaro che Scamacca è stato fermo e l'ho visto per la prima volta ieri, quindi è anche difficile pretendere molto di più da lui. Poi è indubbio che da qualche altro giocatore mi aspettassi di più, però siamo in un periodo in cui abbiamo disputato otto partite in 23 giorni e purtroppo l'abbiamo fatto sempre con gli stessi giocatori."
Una volta che saranno recuperati tutti gli assenti, questa rosa è adatta alla sua idea di calcio o è troppo legata al gioco fatto a Bergamo per un decennio?
"È chiaro che si tratta di una trasformazione che presenta già delle difficoltà di base. In più ci succedono cose strane: stasera dietro ha giocato Obrić, un ragazzo dell'Under 23 che ha esperienza solo in Serie C ed è giovane, anche se ha fatto una buona partita. Abbiamo schierato elementi che si sono allenati poco con noi, come Sulemana che si è fatto male il 2 agosto ed è rientrato solo da quattro o cinque giorni. Diventa difficile perché sono giocatori che non hanno uno storico nemmeno negli allenamenti con me, quindi era già una trasformazione complessa a cui si sono accavallate e accumulate vicende che ce la rendono ancora più difficile. Però penso che stabilire chi sia adatto a giocare in un altro modo e chi no non spetti a questo momento del campionato."






