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Bergomi e i ricordi di Mazzola: "I 16 anni con Bersellini, il Coventry, i Mondiali 2006..."

Bergomi e i ricordi di Mazzola: "I 16 anni con Bersellini, il Coventry, i Mondiali 2006..." TUTTOmercatoWEB
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Dimitri Conti
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Dimitri Conti
Oggi alle 14:52Serie A

L'ex difensore Beppe Bergomi, bandiera dell'Inter, è ovviamente presente a Milano alla Basilica di Sant'Ambrogio per i funerali di Sandro Mazzola. E da lì ha rilasciato qualche dichiarazione ai cronisti presenti: "Sandro Mazzola deve essere ricordato perché era una persona che non divideva, univa. Quindi dobbiamo portare rispetto per i valori che ci ha e mi ha insegnato. Tante persone che sono qui sono diventate interiste per lui, come tanti altri del Milan per Rivera. L'immaginario si identifica nel campione e lui lo è stato uno vero. Ricordo che spingeva per il mio esordio a 16 anni con Bersellini, dicendogli che ero pronto, ma Berse giustamente aspettava e mi ha messo a 17. Con lui ho firmato i primi contratti, quando era dirigente. A fine carriera mi aveva trovato anche una squadra, ma avevo preso una scelta differente. Nel recente passato andavo a trovarlo a Vedano, già era malato e mi ripeteva sempre le stesse cose ma era giusto stargli vicino. Quello che mi piace è il suo messaggio, l'inclusione e i valori dello sport".

Lei ha imparato da lui a non essere divisivo?
"No, io lo sono. Chi fa comunicazione non deve accontentare tutti e non possiamo avere tutti la stessa opinione. Nel 2006 eravamo fianco e fianco e lui raccontava la Nazionale ai Mondiali per la Rai, era un'emozione unica. Forse perché a me piace il calcio del passato. C'era una rivalità giusta e sana, mentre nella comunicazione di oggi si tende a cercare più la negatività".

Ci racconta qualche altro episodio?
"Sandro rappresentava la storia dell'Inter, della Nazionale ma del calcio mondiale in assoluto. La gente è diventata interista per lui, icona dell'Inter ma bandiera anche dell'Italia e personaggio mai divisivo. Un grande uomo e un grande campione. Di ricordi ne ho tanti, prima giocavamo ad Appiano Gentile con la Primavera e quando mi aveva visto, ha subito creduto in me spingendomi con Bersellini e poi i primi contratti, quando rilanciavo e mia mamma mi diceva: 'Prendili, sono dei bei soldi'. O ancora, quella squadra che mi aveva trovato in Inghilterra, ed era il Coventry, quando sapeva che non avrei rinnovato con l'Inter... Veramente molto gentile, una bella persona".

Quali valori ha lasciato in lei?
"Lui diceva che il nerazzurro ti entra dentro e chi indossa quella maglia incarna valori che sono unici. E ha creduto in me, mi dispiace tantissimo perché perdiamo un uomo, una leggenda e un campione che non è mai stato divisivo. Sandro deve essere ricordato, e lo ricordano tutti".

Fonte dall'inviato Ivan Cardia

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