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"Se l'Inter ti chiama non c'è molto da fare", la scommessa Bisseck ora è una grande certezza

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Marta Bonfiglio
Oggi alle 07:00Serie A
autore Marta Bonfiglio
02.10.2026 07:00Serie A
Il difensore dell'Inter Yann Bisseck si è raccontato al Festival dello Sport di Trento. L'obiettivo è migliorarsi e, magari, riuscire a portare a Milano un trofeo che manca da tanti anni.
FotoTUTTOmercatoWEB

Da scommessa a certezza. In mezzo ci sono poco più di tre anni, tante partite, qualche errore e soprattutto una crescita che Yann Bisseck sente ancora in corso. Quando nel 2023 l’Inter si fece avanti, il difensore tedesco quasi faticava a crederci. Aveva cambiato cinque squadre in tre anni e, dopo l’esperienza in Danimarca, non immaginava che il passo successivo potesse essere così grande. “Sembrava surreale”, ha raccontato al Festival dello Sport di Trento, ricordando la chiamata dell’Inter. E davanti a un’occasione del genere, ammette, non c’era poi molto da pensare: “Se l’Inter ti chiama non c’è molto da fare”. È iniziato così un percorso che lo ha portato, passo dopo passo, a sentirsi sempre più dentro il mondo nerazzurro.

Crescere

All’Inter Bisseck ha imparato soprattutto a leggere il calcio in modo diverso. È la crescita tattica quella che sente maggiormente sulla propria pelle. In Danimarca, racconta, c’era più caos; a Milano ha trovato un sistema nel quale ogni movimento ha un senso e nel quale tutti devono muoversi insieme, portiere compreso. Un cambio di prospettiva importante per un difensore che aveva ancora bisogno di costruirsi. Poi ci sono stati i compagni, quelli che ogni giorno diventano una scuola. Bisseck ha indicato Matteo Darmian come uno dei giocatori dai quali ha imparato di più, soprattutto per un modo di stare in campo che va oltre la corsa e l’agonismo: “Gioca prima con il cervello”. È anche attraverso esempi come questo che il tedesco ha imparato a gestire meglio le partite, gli spazi e i momenti. Eppure, nonostante la strada percorsa, Bisseck non parla mai della propria crescita come di un capitolo chiuso. A 25 anni sa di avere ancora margini. La fiducia ricevuta all’Inter, intanto, lo ha aiutato a sentirsi parte del progetto. Una fiducia arrivata dall’ambiente, dai compagni e dagli allenatori e che nel tempo si è trasformata anche in un legame con Milano. Bisseck si sente a casa, apprezza il rapporto con i tifosi e ha scelto di prolungare il contratto proprio perché, come ha spiegato, all’Inter gli è stata data fiducia.

Migliorare

Anche il cambio in panchina, da Simone Inzaghi a Cristian Chivu, si inserisce in questo percorso. Due allenatori diversi, due modi differenti di lavorare, ma entrambi importanti per la sua crescita. Con Chivu, in particolare, Bisseck ha ritrovato una grande attenzione alla mentalità e al modo di affrontare la partita. Il punto, però, è che il difensore tedesco non sembra avere intenzione di fermarsi. “Posso sempre migliorare”, ha detto. E lo pensa davvero. C’è da crescere nella fase difensiva, in quella offensiva, ci sono gol da segnare e altri da evitare. È una consapevolezza che racconta bene quanto sia cambiato Bisseck da quel giorno del 2023 in cui la chiamata dell’Inter gli sembrava quasi irreale.
Quella che allora sembrava una scommessa oggi è diventata una storia diversa. Bisseck è cresciuto, ha trovato il suo spazio e ha costruito un rapporto sempre più forte con l’Inter, fino al rinnovo fino al 2031. Ma forse la cosa più interessante è che continua a guardare avanti come se fosse ancora all’inizio. L’obiettivo è ambizioso: arrivare fino in fondo in Champions League. E la sua storia nerazzurra, a quanto pare, è ancora tutta da scrivere.

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Immagine editoriale di Tommaso Bonan
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