Comolli e l'annus horribilis alla Juventus. Con lui persa la Champions dopo 15 anni
TMWDamien Comolli ha trovato un nuovo ruolo nel calcio italiano, scendendo di categoria dalla Serie A vissuta nella scorsa stagione da uomo-mercato alla Juventus per ripartire dal Pisa in serie cadetta. Un'annata non proprio fortunata e densa di decisioni che hanno fatto discutere, partendo da una conferma con tanto di data di scadenza sopra come quella per Igor Tudor, tanto da arrivare qualche settimana dopo alla decisione di esonerarlo e sostituirlo con colui che ancora oggi siede sulla panchina bianconera, Luciano Spalletti.
15 anni dopo, niente Champions
Una parabola particolare, quella di Comolli nel calcio, che lo ha visto passare anni tra Francia e Inghilterra, facendo poi il DS in Turchia e il presidente al Tolosa (stesso ruolo, assieme a quello di AD, che ricoprirà al Pisa) prima di ripartire come DG prima e AD poi alla Juve. Un'annata, quella trascorsa nella sponda bianconera di Torino, che si può definire horribilis. D'altronde, si è conclusa con la prima mancata qualificazione alla Champions dei bianconeri dopo tempi immemori: era dal 2011/12 (escludendo l'annata in cui i bianconeri sono stati sanzionati a stagione in corso e poi esclusi dall'Europa) che non succedeva.
I movimenti di mercato a Torino
Sul mercato, l'anno torinese di Comolli ha visto acquistare due centravanti che non hanno lasciato il segno (Openda per oltre 40 milioni di euro di pacchetto, David senza spesa per il cartellino) oltre a un investimento da 15 milioni di euro per Zhegrova (con il senno di poi, forse, poteva spenderli altrove) e lo scambio della discordia Joao Mario-Alberto Costa con il Porto. E poi a gennaio gli innesti di Holm e Boga, quest'ultimo probabilmente il suo miglior colpo per rapporto qualità-prezzo.
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