David Manica presenta il nuovo stadio di Milano: “Sarà ancora più San Siro rispetto a ora”
TMWDavid Manica, l’architetto che insieme a Lord Norman Foster ha presentato oggi il progetto del nuovo stadio di Inter e Milan a Milano, ha parlato così del progetto: “Voglio anzitutto ringraziare RedBird e Oaktree, nessuno di noi sarebbe qui senza la loro partnership. Abbiamo lavorato con Lord Norman Foster oltre vent’anni fa ed è sempre un piacere. A questo progetto lavorano oltre cento persone, io progetto stadi da decenni ed è un piacere costruire una struttura che abbia la stessa anima dello stadio che esiste attualmente. La cosa più importante è che San Siro è un sentimento, è più di uno stadio. Abbiamo cercato di rispettare questo, la passione: l’obiettivo è garantire l’esperienza, l’architettura è solo un mezzo. Abbiamo cercato di portare avanti l’esperienza attuale, partendo dalla prossimità: abbiamo portato i seggiolini il più possibile vicini al campo, sarà come essere seduti sull’erba. Ognuno, inoltre, avrà una visione senza ostacoli. Questo stadio sarà più verticale rispetto a tanti altri impianti attualmente esistenti, è una cosa voluta. Comfort e accessibilità sono due elementi chiave, ci saranno postazioni accessibili per più persone possibile. L’anima di questo progetto sono le due curve: è una delle principali differenze del progetto, che lo rende unico. Abbiamo pensato alle curve come a due muri di persone: la prima fila è più vicina al campo di quanto non sia adesso, migliorando l’esperienza e l’atmosfera. Il rumore è una delle cose che abbiamo cercato di mantenere di più, abbiamo previsto un tetto e quel suono, quell’energia, potranno soltanto aumentare. Però si parla di qualcosa in più dell’atmosfera. Una delle domande che mi sono posto è: come può essere diverso questo stadio? Sarà un posto eccezionale, con un’ampia varietà di opportunità per vivere la partita. Il design finale restituirà l’energia in ogni sua componente. Abbiamo ampi spazi di hospitality, andare allo stadio sarà un’esperienza confortevole. È un progetto molto flessibile, può ospitare una grande serie di eventi: penso al football americano, ma anche a qualsiasi tipo di concerto. Garantisce alla città, e direi al Paese, una nuova struttura per qualsiasi tipo di occasione. Però il calcio resta al centro, è il primo obiettivo e penso che sarà uno dei progetti più incredibili. Come architetto, ho pensato a lungo al giorno partita, a cosa faranno i tifosi quando verranno allo stadio e a cosa proveranno. Vorrei che fosse ancora più San Siro rispetto a quello che c’è oggi”.
Come comparare questo progetto agli altri stadi?
“È migliore… Ci sono degli andamenti su questi edifici, e abbiamo cercato di raccoglierli. Dalle sedute all’acustica: questo impianto sarà al top a livello mondiale. Ci saranno anche alcune cose che farà nettamente meglio di altri. Negli Stati Uniti, il trend è di avere stadi più piccoli: questo è uno degli stadi più grandi tra quelli che saranno costruiti in futuro. È una cosa incredibile”.
Come immagina questo stadio tra 100 anni?
“Dobbiamo rimpiazzare questi edifici quando non sono più in grado di rispondere alla loro funzione. Abbiamo volutamente pensato a una struttura molto flessibile, e penso che sarà più sostenibile e più duratura. Ci sono aspetti che possono durare nel tempo, che possono garantire flessibilità e adattabilità per molti anni da qui al futuro. Questo è un obiettivo del progetto”.






