De Ligt è il vero imprescindibile della Juve. Ambizioso, leader e muro difensivo
Un pareggio agrodolce governa le menti di tutto l’ambiente juventino nelle ore successive alla notte del Gewiss Stadium. Madama voleva vincere, e durante la gara ha costruito anche i presupposti di una vittoria senza però riuscire a concretizzarli, ma poi s’è ritrovata a esultare veementemente per un pareggio, fondamentale nella corsa al quarto posto, raggiunto quanto tutto sembrava perso. “Penso che alla fine siamo tutte e due un po' deluse, perché abbiamo perso due punti entrambe”, ha commentato nel post Matthijs de Ligt. L'ex Ajax, ancora una volta, migliore, o tra i migliori, della sua squadra.
Un costante MVP: De Ligt è il vero imprescindibile per la Juve.
È stato definito un muro dall’ex giocatore Marco Parolo dagli studi di DAZN, definizione calzante per quelle che son state le sue due chiusure, decisive, nel finale di primo tempo. “Faccio il mio lavoro, quello di difendere la porta”, ha risposto il numero 4 in maniera tanto semplice quanto impattante. Così come successo in Coppa Italia contro il Sassuolo, quando l’olandese ha preso per mano la squadra alzando il baricentro, chiudendo spazi ai neroverdi e guidando verso il nuovo vantaggio, anche sul campo atalantino ha governato in lungo e in largo i suoi. E dopo un inizio dove in qualche big match si era seduto in panchina, adesso è diventato il vero e proprio imprescindibile sul rettangolo verde. Sono 2270 i minuti in stagione, alle spalle del solo Szczesny (2430) nella graduatoria dei più utilizzati. La Juve se lo gode oggi con l’obiettivo di blindarlo domani: per farlo, non si può prescindere dall’Europa che conta.
Un “finto” ventiduenne: De Ligt leader come i più esperti, ambizioso come i più giovani.
La carta d’identità pare quasi un’illusione per quella che è la gestione del calciatore e del personaggio Matthijs de Ligt. Agosto 1999, ventidue anni che in realtà sul rettangolo verde e davanti ai microfoni appaiono molti ma molti di più per come guida i compagni di squadra in campo e per quanto rivesta il ruolo di leader caratteriale ed emotivo. La leadership come i più esperti, l’ambizione di migliorarsi e, migliorare il contesto in cui performa, sempre di più. E puntando sempre al massimo non ha potuto che benedire l'innesto in rosa di uno che sembra fatto della sua stessa pasta come Vlahovic: “L’acquisto di Vlahovic è stato molto importante per noi, non solo per le sue caratteristiche, ma anche perché adesso si sente più libertà nel giocare e stiamo giocando molto meglio. Lui fa tanti gol, ma soprattutto aiuta tantissimo la squadra”. Il migliore in campo, perfetto anche fuori. Come detto, il vero imprescindibile.






