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Hojlund e i suoi fratelli: la Supercoppa ha scaldato il Napoli, quante risposte per Conte

Pierpaolo Matrone
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Pierpaolo Matrone
lunedì 29 dicembre 2025, 08:45Serie A
29.12.2025 08:45Serie A
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di www.imagephotoagency.it

Ci sono vittorie che pesano più della classifica e raccontano molto più del risultato. Quella conquistata dal Napoli allo Zini rientra pienamente in questa categoria. Perché lo 0-2 contro la Cremonese non è soltanto un successo esterno, ma un passaggio chiave nel percorso emotivo e tecnico della squadra di Antonio Conte. Una risposta forte, arrivata lontano dal Maradona, dove nelle ultime settimane gli azzurri avevano spesso smarrito certezze e continuità.

Il Napoli visto a Cremona è figlio diretto delle notti di Riad. Non una copia sbiadita, ma una squadra consapevole della propria forza, capace di riproporre intensità, ordine e qualità anche in campionato. Cambiano i protagonisti, non la sostanza. Stavolta l’uomo simbolo è Rasmus Hojlund: due gol da attaccante completo, presenza costante, letture sempre più mature. Conte lo ha detto chiaramente nel post gara, sottolineando i margini di crescita enormi del danese e la sua centralità in un sistema che chiede molto alle punte, soprattutto senza alcuni big ancora ai box.

Ma la forza del Napoli sta nel collettivo. Juan Jesus continua a dare risposte importanti, Elmas e Lang offrono soluzioni diverse, McTominay sacrifica la sua vena offensiva per garantire equilibrio. E dietro, la porta resta chiusa: terzo clean sheet consecutivo, segnale di una solidità che mancava. Non è stata forse la prestazione più scintillante dell’anno, ma è stata una prova matura, gestita con lucidità anche nei momenti in cui la Cremonese ha provato a rientrare in partita, come ha riconosciuto anche Davide Nicola, elogiando l’atteggiamento competitivo dei suoi.

II Napoli torna a casa con tre punti pesanti e una convinzione rinnovata: questa squadra può stare lassù. Il calendario dirà fin dove, ma intanto Conte e i suoi hanno mandato un messaggio chiaro. Il tabù delle trasferte può essere archiviato. E il nuovo anno si apre con una certezza in più: questo Napoli ha ancora fame

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