Il tunnel di Lys Gomis: "Senza mio padre è crollato tutto: alcol e cocaina per distruggermi"
Lys Gomis, ex portiere del Torino, ha parlato alla Gazzetta dello Sport dei suoi problemi di dipendenza da alcol e droga, finalmente alle spalle: "Ho ritrovato motivazione, obiettivi, voglia di incidere. Voglio fare prevenzione e parlare ai giovani: alcol e droga non risolvono i problemi. Ho finito da poco il mio percorso al centro Narconon Falco, che mi ha aiutato tanto. Sono rinato. Oggi porto la mia esperienza nelle scuole, per mostrare ai ragazzi che anche dalle difficoltà più profonde si può ripartire".
Quando ha capito di essere entrato nella dipendenza?
“Non me ne sono mai accorto, in realtà. Già mentre giocavo c’erano feste, alcol, discoteche dopo le partite. E poi la cocaina, la droga che mi riportava quell’adrenalina che provavo in campo. L’alcol invece mi toglieva l’attenzione dal presente. Finché c’era il calcio, tutto sembrava sotto controllo. Quando ho perso mio padre è crollato tutto: non riuscivo a comunicare il dolore e ho iniziato a distruggermi. Avevo perso ogni scopo, aspettavo solo che tutto finisse”.
Gomis ha descritto suo padre come il proprio eroe, ricordando che anche lui era stato un portiere. Ha spiegato come l'uomo avesse sempre lasciato a lui e ai suoi fratelli la massima libertà di scegliere la propria strada, senza esercitare alcuna pressione, poiché il suo unico vero desiderio era che i figli diventassero delle brave persone. L'ex portiere ha poi confessato che proprio per questo motivo la sofferenza dopo la sua scomparsa è stata ancora più atroce, accompagnata dalla logorante sensazione di averlo tradito.











