Pescara, cambiare senza svoltare: Gorgone peggio di Vivarini. Numeri da retrocessione
Il cambio in panchina non ha portato i risultati sperati. Il Pescara ha sollevato dall'incarico Vincenzo Vivarini dopo 12 giornate di campionato, affidando la squadra a Giorgio Gorgone il 12 novembre scorso. Tuttavia, i numeri raccontano una situazione sostanzialmente invariata, con i biancazzurri ancora invischiati nella lotta per non retrocedere in Serie B.
L'avventura di Vivarini sulla panchina abruzzese si è chiusa con un bilancio deficitario: una sola vittoria, cinque pareggi e sei sconfitte nelle prime 12 giornate di Serie B. I Delfini hanno raccolto appena 8 punti, con una media di 0,67 punti a partita, subendo 25 reti e segnandone solo 15. Un ruolino di marcia preoccupante, culminato con il pesante 5-0 incassato a Palermo e il ko casalingo contro il Monza.
Il passaggio di consegne a Gorgone, arrivato con un contratto fino a giugno 2026, non ha invertito la rotta. Il tecnico romano ha collezionato anch'egli 12 partite alla guida del Pescara, ottenendo risultati ancora più deludenti: una vittoria, quattro sconfitte e ben sette pareggi. Il bottino si è fermato a 7 punti, con una media di 0,58 punti a gara, peggiore rispetto al predecessore. La squadra ha realizzato 12 gol subendone 23, confermando le difficoltà difensive già evidenziate con Vivarini.
I numeri complessivi, dunque, parlano chiaro: in 24 giornate, il Pescara ha conquistato appena 2 vittorie, 9 pareggi e 10 sconfitte, accumulando 15 punti con una differenza reti di -21. Una classifica che tiene i biancazzurri nelle zone calde della graduatoria, con l'obiettivo salvezza che si fa sempre più complicato. La società dovrà ora valutare se proseguire con Gorgone o tentare un nuovo cambio per provare a raddrizzare una stagione finora deludente.











