Inter, Inzaghi e la sfida al suo modello
Gianluigi Longari
Capita che nel bel mezzo di un percorso complicato, irto di difficoltà che giungono al proprio culmine, ci si ritrovi ad imbattersi in un esame. Di quelli in grado di restituire un profilo il più verosimile possibile rispetto alle ambizioni che è lecito attendersi per il futuro. Il significato di Inter-Liverpool deve essere per Simone Inzaghi essenzialmente questo, specie perché sull’altra panchina troverà di fronte a sé quello che potrebbe rappresentare a tutti gli effetti il più fedele modello di ispirazione rispetto al gioco che i nerazzurri stanno cercando di proporre. Il gegenpressing di Jurgen Klopp è fonte di apprendimento per chiunque cerchi di proporre un approccio innovativo alle proprie dinamiche di gioco, ovverosia esattamente la strada che Inzaghi ha deciso di costruirsi dal momento in cui ha ereditato la panchina nerazzurra da chi lo ha preceduto.
La sensazione è che l’appartenenza a questo spirito di gioco sia diventata totalmente aderente allo spirito nerazzurro che di conseguenza cercherà di non tradire la propria natura nemmeno in questa circostanza. Con tutte le difficoltà ed i pericoli che ne potrebbero seguire: dalla qualità del tridente trascinato dalle frecce Salah e Manè, fino alla straripante fisicità di una retroguardia che ha in Van Dijk il suo punto di riferimento. Ad Inzaghi il compito di trovare le contromisure, senza tradire l’identità che sta faticosamente e meritevolmente cercando di costruire.
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