Inter-Juve, fuori dal campo è cambiato tutto: vecchie nemiche, oggi viaggiano a braccetto
C’erano una volta Inter e Juventus che si davano battaglia dentro e fuori dal campo. In decenni di rivalità, gli scontri sono stati aspri. Su tutti c’è ovviamente Calciopoli, ma il derby d’Italia ha regalato momenti epici anche nella politica sportiva, in quello che accade fuori dal manto erboso. C’erano le battute al vetriolo. Quelle dell’avvocato Peppino Prisco: “Quando stringo la mano a un milanista la lavo, quando la stringo a uno juventino conto le dita”. E quelle dell’Avvocato Gianni Agnelli, che per esempio commentò così l’acquisto dell’Inter da parte di Ernesto Pellegrini: “Ormai in Italia non c’è più ritegno se anche il mio cuoco può comprare una squadra di calcio”.
C’era un tempo, non così lontano, in cui Beppe Marotta, oggi presidente dell’Inter, da amministratore delegato della Juventus definiva “inopportuno” un comunicato stampa del club nerazzurro in risposta alla battuta di Andrea Agnelli nel salutare Moratti dopo la cessione a Thohir (“Per amore dell’Inter ha fatto la follia di accettare uno scudetto che non ha vinto”). E c’è un tempo in cui le due società vanno d’amore e d’accordo.
Inter e Juventus, oggi, sono infatti sullo stesso lato, quando si tratta di delineare i rapporti interni al Palazzo. Quello di stasera sarà, per esempio, un derby tra consiglieri federali: Marotta è stato confermato nel ruolo, mentre Chiellini è subentrato a Calvo, la cui elezione segnò il rientro della Juve in FIGC a distanza di anni. I due, in un certo senso allievo e maestro, sono stati vicinissimi anche di recente: quando in Lega si è aperto il caso legato alla possibile riapertura del mercato del Napoli, erano furenti. Sono riusciti a far naufragare il tentativo di De Laurentiis di sbloccare il saldo zero. A braccetto.











