Juventus battuta dal Como e in crisi, Zazzaroni: "Nel dopo-Allegri ha perso l'identità"
"Che cos’è l’identità di una squadra? La risposta più semplice è: riconoscersi ed essere riconoscibile. Alla trentasettesima uscita stagionale, non ne faccio più una questione di mercato, comunque penalizzante in entrambe le sessioni, ma nuovamente di identità, la cui perdita resta il segno distintivo del dopo-Allegri". Ivan Zazzaroni, nel suo fondo per il Corriere dello Sport, inquadra così il momento della Juventus (sconfitta ieri per 0-2 in casa dal Como).
Prosegue la sua analisi sui bianconeri: "In questo mese di febbraio nel quale ha subìto 16 gol in sei partite, la Juve di Spalletti di passi indietro non ne ha fatti tre, ma il doppio, e il 5 a 2 di Istanbul, dopo un primo tempo incoraggiante, un peso l’ha avuto. Ieri sono mancate le idee e la precisione. L’unico che ha provato seriamente a infastidire il Como è stato Yildiz, sul quale il controllo dei difensori avversari è stato fin troppo energico, talvolta al limite: nella ripresa Spalletti ha chiesto a Kenan di accentrarsi per aggiungere qualità alla manovra, ma le cose non sono cambiate".
In chiusura: "La Juventus ha ora tre punti in meno dello scorso anno in campionato, è uscita in fretta dalla coppa Italia e rischia di ripetersi in Champions restando a marzo con un solo obiettivo raggiungibile: il posto nell'Europa che conta, che le contendono Roma, Como e Atalanta. Un bilancio provvisorio che soltanto un miracolo col Galatasaray potrebbe aggiustare. Ma a questa Juve non sembra riuscire nemmeno l’ordinario, figuriamoci lo straordinario".











