La Juve U19 per la storia in Youth League. Da Miretti a Mulazzi, le giovani promesse
La storia è stata già fatta, ma la Juventus Under 19 ha tutta l’intenzione di proseguire e sognare in grande. È il giorno della semifinale di Youth League per la Primavera bianconera allenata sapientemente da Andrea Bonatti (attenzione alla sua candidatura per il salto in Under 23 nella prossima stagione) che questo pomeriggio al Colovray Sports Centre di Nyon affronterà, in una sfida inedita, il Benfica per giocarsi l’accesso all’ultimo atto di lunedì prossimo contro una fra Atletico Madrid e Salisburgo. Diversi i talenti messi in mostra nel cammino europeo in cui i ragazzi dell’U19 sono imbattuti.
Dal pareggio col Malmo alla vittoria sul Liverpool: percorso senza sconfitte.
Sei gare nel girone, più ottavi e quarti di finale: in tutto sei vittorie e due pareggi per una Juventus Primavera imbattuta finora in campo europeo. Il primo pari della rosa composta da classe 2003 e 2004 a metà settembre nell’esordio stagionale a Malmo, il secondo agli ottavi sul campo dell’Az Alkmaar che ha portato ai calci di rigore perfettamente gestiti dai ragazzi di Bonatti. Poi, solo vittorie con Zenit San Pietroburgo, Malmo e quelle prestigiose con Chelsea (andata e ritorno) e Liverpool (ai quarti). Per un girone eliminatorio da 16 punti, un totale di 20 gol fatti 7 subiti in tutta la manifestazione che ha permesso l’accesso alle Fab Four di Nyon.
Miretti e Soulé le stelline prestate alla vetrina europea, oggi anche De Winter.
Chi più conosciuto, chi meno ma il lavoro degli ultimi anni all'interno del settore giovanile della Juventus ha prodotto una serie di giovani promesse che, complice il lavoro svolto dai tecnici del centro sportivo di Vinovo, si stanno mettendo in mostra fra Primavera e Under 23. È il caso, su tutti, di Fabio Miretti (2003) protagonista in tutta la trafila giovanile bianconera, punto di riferimento in Lega Pro con la seconda squadra e già nel giro della prima squadra (con esordio annesso). Per lui, vero diamante su cui lavorare, quattro presenze in questa Youth League con due gol. Stesso numero di reti del diez argentino dell’Under 23 Matias Soulé (2003) che di apparizioni nella competizione internazionale ne ha collezionate cinque in stagione: anche lui, riferimento alla corte di Zauli, esordio in prima squadra più convocazione con la nazionale maggiore Argentina. L’ultimo, il più grande (2002) del gruppo che oggi andrà a caccia della finale, è Koni De Winter: difensore belga già titolare in Champions League a dicembre e alla prima chiamata della stagione in Youth League, segnale evidente di quanto la Juventus voglia cercare di vincere la competizione.
Mulazzi e Bonetti le “sorprese” più grandi, Chibozo e Iling-Junior le frecce nell’arco di Bonatti.
Dai più conosciuti a quelli che, invece, del gruppo Primavera sotto gli occhi di mister Bonatti fanno parte costantemente. Gabriele Mulazzi, esterno di difesa spesso e volentieri spostato anche qualche metro più avanti, è il giocatore che è cresciuto di più diventando vero e proprio porto sicuro per i compagni di reparto nonché di grande incidenza nello sviluppo della manovra. Indubbiamente una bella sorpresa, non quanto il cambiamento messo in atto da Andrea Bonetti: attaccante fino alla scorsa stagione, centrocampista in questa dove, probabilmente, è arrivata la vera svolta per il suo futuro. Tecnico, dinamico, tatticamente intelligente: è lui la vera grande sorpresa dell’annata. E poi chi fa i gol: Ange Josué Chibozo, esterno o seconda punta capace di fungere anche da prima col vizio della rete, capocannoniere della squadra in stagione con 17 marcature e Samuel Iling-Junior (10 gol e 7 assist) esterno offensivo fisico, che sa sacrificarsi e pungere allo stesso tempo. Tutti e quattro classe 2003, tra i più brillanti in una stagione che ha proposto tanti spunti e con la ciliegina sulla torta da piazzare nelle Final Four di Nyon. Il tutto sotto la guida di Andrea Bonatti che ha dato vita a una squadra bella da vedere, che ha ottenuto risultati ma soprattutto, trattandosi di settore giovanile, ha sviluppato ogni singolo ragazzo.
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