Menu Serie ASerie BSerie CCalciomercatoCalcio EsteroFormazioniCalendariScommessePronostici
Eventi LiveCalciomercato H24MobileNetworkRedazioneContatti
Canali Serie A atalantabolognacagliaricomofiorentinafrosinonegenoainterjuventuslazioleccemilanmonzanapoliparmaromasassuolotorinoudinesevenezia
Canali altre squadre ascoliavellinobaribeneventocasertanacesenahellas veronalatinalivornomonzapalermoperugiapescarapordenonepotenzaregginasampdoriasassuolo
Altri canali calciomercatoserie bserie cchampions leaguefantacalciopodcaststatistichemondialimondiale per club

Moreira: "Siamo carichi per il derby. Il Milan è una grande squadra, dobbiamo solo vincere"

Alessio Del Lungo
autore
Alessio Del Lungo
Oggi alle 12:28Serie A
30.10.2026 12:28Serie A
L'esterno torna in campo contro l'Inter dopo l'infortunio: "Non vedo l'ora. Ho una personalità forte, il gruppo mi ha accettato".
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di www.imagephotoagency.it

Diego Moreira, esterno del Milan, ha parlato così in una lunga intervista a DAZN, raccontandosi: "Il mio nome è speciale perché è il mio. Mia madre lo ha scelto perché le piace questo nome, anche perché le piace Diego Maradona, sembra fatto apposta per il calcio, quindi, sono molto contento. Non lo cambierei mai".

Perché si chiama Diegzyyy su Instagram?
"In realtà, il mio padrino si chiama Armel e su Instagram è Armizy, quindi quando ho creato il mio profilo non sapevo bene cosa mettere e, siccome passo molto tempo con lui e mi piace cosa fa nella vita, ho voluto fare lo stesso".

Ci racconti il suo modo di vivere questo sport.
"Ho giocato a calcio ovunque, fin da piccolo, dalla ricreazione a scuola fino a casa, rompevo un sacco di cose. Dovunque andassi avevo sempre il pallone con me, era essenziale per la mia vita e ho sempre detto di voler diventare un calciatore professionista. Penso di esserci quasi… Ho lasciato mamma e casa mia a 15 anni, ma sono felice di averlo fatto, ho sempre saputo dove volevo arrivare. Ho fatto molti sacrifici, la mia famiglia mi ha aiutato tanto perché hanno continuato a credere in me, soprattutto mia madre, per lei è stata dura, ma ora siamo felici".

Qual è il suo rapporto con la sua famiglia e in particolare con sua madre?
"Lei è unica, mi ha dato la vita, ha fatto di tutto per me, è quella che ha sempre creduto in me, quando avevo un problema era sempre lì, non posso descriverlo. L'amore che provo con lei non lo proverò mai per nessuno. Mio nonno è un'altra persona che ha dedicato la sua vita a me, è come un padre, mi ha portato a ogni allenamento, ogni partita, non ne ha mai saltato uno e non mi ha mai fatto fare un ritardo, abbiamo un rapporto speciale, lui era un calciatore. Amo anche tutti i miei fratellini, il più piccolo si chiama Brian, quello di mezzo Tomas. Ovviamente sono molto legato a loro, è difficile vederci adesso. La nostra famiglia ha culture diverso, senza tutto questo non sarei qui oggi, sono felice di avere questo mix".

Lei ha molti tatuaggi.
"Parlano della mia famiglia e di ciò che mi ha reso ciò che sono. Ne ho uno con le iniziali dei miei nonni da parte di mio padre sulla mano e della mia bisnonna dalla parte di mia madre, loro ora non ci sono più. Quando ero molto giovane c'erano per me, non ho fatto in tempo a conoscerli meglio, ma ogni volta che gioco guardo il tatuaggio e mi ricordo di loro, la famiglia conta molto per me".

Ci parli un po' di suo padre.
"Ho un rapporto particolare, ma è buono, è un po' come un'amicizia. Parliamo molto di calcio. La maggior parte delle volte dopo le gare mi sgrida… Quando gioco male non vinciamo, sono frustrato, non rispondo a nessuno, solo a lui perché so che parleremo solo di calcio. Succede da tempo, sono 4-5 anni che va avanti così, mentre se segno o abbiamo fatto una grande partita, parlo con tutti. È stato lui a chiamarmi per dirmi che il Milan aveva un grande interesse, quindi, lo sapeva già, ovviamente aspettava che dicessi sì o no. Quando hai il Milan che busso alla tua porta è difficile dire di no. Era felicissimo ed entusiasta per me come mia madre e la mia famiglia, perché sanno da dove vengo, non potevano crederci, è incredibile e bellissimo arrivare al Milan a soli 22 anni".

Hazard cosa ha significato per lei?
"Crack. Cosa posso dire di lui… Grande campione, grande talento, uno dei migliori. Guardarlo ogni giorno ti spinge a migliorare e ti ricorda perché lo fai, provi a fare le stesse cose che fa lui. Voglio ringraziarlo per quello che ha dato al calcio, è pazzesco".

Cristiano Ronaldo invece?
"Lui è di gran lunga il mio più grande idolo, siete sicuri di chiedermi il perché? È semplicemente il più grande, un'ispirazione nella vita, nel calcio, in tutto. Da quando avevo 5,6 anni… Per me è esistito solo lui, volevo essere come lui, volevo anche farmi i capelli come lui, non è stato possibile perché ne ho troppi, ma volevo solo seguire la sua strada perché è un'ispirazione, un modello, è il mio preferito, è il calcio. Gli direi grazie per quello che fa per il calcio, per avermi fatto credere in me stesso, per avermi mostrato perché gioco. Non ho parole, provo le stesse sensazioni di prima. Ha quasi 42 anni e continua a segnare, giocare, mantenersi in forma, sono felice di essere nato nel suo prime".

Kaka indossava la 22 del Milan come lei.
"Dico la verità, volevo il 7 quando sono arrivato, ho saputo che era disponibile, ma mi piace il 22. Penso stia molto bene sulla mia schiena, è un onore, tocca a me dimostrare che posso seguirlo, ha lasciato un'eredità".

Veniamo a Milan-Inter.
"Uno dei più grandi derby d'Europa, quindi siamo carichi. Potessi giocare, morirei per la mia squadra, come ho sempre detto, specialmente in queste gare, non vedo l'ora. Se segno non farò break dance, non voglio infortunarmi, magari un giorno, se mi alleno di nuovo, ci proviamo".

Rabiot è il suo amico più stretto al Milan.
"Mi ha accolto a braccia aperte, è stato molto gentile con me, una delle prime persone con cui ho parlato. Siamo sempre gli ultimi a uscire dagli spogliatoi, finiamo per mangiare insieme, parlare di vita, di calcio e di tutto… Anche in campo abbiamo un buon rapporto, mi piace molto come giocatore. Ho una personalità forte, un po' diversa dagli altri, ma il gruppo lo ha accettato, capiscono come sono, mi sto trovando molto bene, non mi giudicano".

Cardinale ha uno slogan: make Milan great again.
"Dobbiamo solo vincere le partite. Abbiamo giocatori di qualità, una grande squadra, un grande gruppo, un grande spirito. Dobbiamo mantenere il gruppo unito, restare forti e cercare di vincere le partite, il calcio è questo e questo è ciò che rappresenta il Milan".

Tra 10 anni come parleranno di Moreira?
"Bella domanda… Penso come un ragazzo simpatico, ma anche come quel giocatore che dava tutto per la squadra ed era pronto a morire in campo".

Altre notizie Serie A

Immagine editoriale di Ivan Cardia
Viva Malagò, viva Galliani: un circo a base di giochi di potere. Prima Marotta, poi Agnelli: così è finita la Juventus
TMW Podcast
Serie A
Serie B
Serie C
Pronostici
Calcio femminile