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Parma, Cherubini: "Dobbiamo aumentare produzione offensiva. Il club è unito"

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autore
Edoardo Mammoli
Oggi alle 11:58Serie A
autore Edoardo Mammoli
27.10.2026 11:58Serie A
FotoTUTTOmercatoWEB

Le tre sconfitte consecutive pongono il Parma in una posizione molto delicata della classifica e la sfida di domani contro l’Udinese si prospetta come un vero e proprio scontro diretto. Le due squadre, infatti, si trovano appaiate a quota 4 punti e la partita del Tardini mette in palio punti pesantissimi. I crociati stanno vivendo un periodo di transizione dopo l’insediamento di mister Alberto Gilardino, che ancora sta facendo fatica a trovare la quadra nella sua formazione. Oggi, però, non sarà il tecnico biellese a prendere la parola in conferenza stampa, bensì l’amministratore delegato gialloblu Federico Cherubini, che tra pochi minuti sarà presente nella sala stampa del Mutti Training Center di Collecchio per rispondere alle domande dei giornalisti.

Ore 11.07 - Inizia la conferenza.

Prende la parola il CEO Cherubini: "L'introduzione è doverosa rispetto al fatto che solitamente parla l'allenatore. Mi sembrava giusto spiegare perché sono qui. Da un lato c'è la settimana piena di impegni. Al di là di questo, credo che molte delle domande che mi capita di vedere vanno al di là delle sue competenze. È evidente che finché stiamo sul campo è giusto che risponda, ma gli sono state fatte domande che riguardano anche momenti in cui non era qui. Credo che approfittiamo di questa opportunità per dedicare una conferenza ad allargare le tematiche oltre il campo. La mia riflessione è che siamo consapevoli della situazione e delle difficoltà. I risultati sono al di sotto delle aspettative, non ne siamo soddisfatti. Non sottovalutiamo questo momento e comprendiamo la delusione dell'ambiente e lo scetticismo. Lato mio credo che la società abbia il dovere di rimanere lucida e determinata nel percorso prefissato, cioè consolidare la nostra permanenza in Serie A. Non è la prima volta che affrontiamo momenti difficili. Due anni fa con Pecchia, la sconfitta contro la Lazio della passata stagione, che aprì uno scenario che sembrava terribile. Così come la sconfitta contro la Cremonese. Abbiamo dimostrato di saper lavorare sotto quella pressione e credo che è quello che faremo anche in questo momento. Siamo consapevoli della difficoltà del momento ma questo non si trasforma in rassegnazione. Colgo l'opportunità per trasferire tutto quello che provo. Noi siamo uniti, il club è unito, nelle differenti responsabilità. In questa distinzione mi sento di spendere una riflessione su quando si parla di società. Quando si parla di società si pensa a Krause, ma si deve fare una distinzione tra proprietà e management. Sento tante critiche rivolte alla proprietà, rispetto al fatto che si stia concentrando sul valorizzare calciatori e vendere, o che sia condizionante nella costruzione della rosa... Io mi sento in totale responsabilità di chiarire che la proprietà ci sta dando tutte le risorse per fare il massimo. Nessuno parla del fatto che abbiamo reinvestito le vendite in altri calciatori. Si può discutere se lo abbiamo fatto bene o male. Ma raccontare di un presidente che vuole solo far cassa è quanto di più lontano dalla realtà. Sia per la Prima Squadra sia per il femminile e altro. Il tema dei giovani: Krause ha piacere ad avere una squadra giovane, ma si deve guardare che sono arrivati anche calciatori esperti in questi anni. Non mi sembra che i paletti di Krause siano così stringenti. È un'ammissione di responsabilità da parte mia. Abbiamo tutti i mezzi per competere senza condizionamenti. Mi dispiace vedere come scorsa settimana, dopo il Torino, il presidente abbia ricevuto critiche che non spettano a lui ma a noi. Mi piacerebbe anche approfondire il tema della distanza della società coi tifosi. Vorrei capire come fare qualcosa di diverso, vedo ogni giorno cosa facciamo a livello di prima squadra e partecipazione ai club dei tifosi. Non riesco a capire cosa ci manca. Credo che la percezione dei risultati negativi dia una sensazione di distanza, quando noi siamo totalmente a disposizione della comunità. Mi è stato detto che avrei sospeso un tavolo di confronto con i tifosi, ma era già stato sospeso e sarei contento di risedermi a un tavolo di confronto. La vicinanza che abbiamo alla tifoseria è doverosa, è un dover ascoltare ma le decisioni spettano alla società e questo lo rivendico, anche in questo momento che è difficile. Credo sia giusto, anche perché io sono convinto che questa squadra e questo gruppo di lavoro abbiano tutte le competenze e le qualità per raggiungere gli obiettivi. Gilardino ha iniziato da pochissimo, si è trovato di fronte a partite difficili, siamo convinti che ci vorrà tempo con le nuove idee e metodologie. Domani è un primo passo nella direzione di iniziare un cammino nuovo".

Avete individuato un problema specifico della squadra?
"No, credo che dire di aver individuato qual è il problema non è così, questo spetta all'allenatore e al suo staff. Pensiamo che in questo momento, se abbiamo fatto solo quattro punti, i problemi siano più di uno. Il mister fin da subito ha detto di vedere materiale umano e qualitativo giusto per centrare l'obiettivo. Un problema specifico no".

Avete fatto un bilancio del mercato? Siete convinti delle scelte?
"Sono passati tre mesi ed è bene attendere, soprattutto quando i giocatori sono giovani. Siamo consapevoli che alcune valutazioni fatte in estate sul fatto che potessimo cambiare modulo... c'è stato un momento in cui si è andati in più direzioni e non in una in maniera chiara. Questo può aver determinato criticità nelle valutazioni su alcuni giocatori. Ma siamo soddisfatti dell'organico a disposizione e la discussione sul modulo rimane che il mister può fare tante scelte diverse. Per le caratteristiche che abbiamo possiamo giocare in moduli diversi".

Siete abituati a lavorare sotto pressione. Domani ce ne sarà. Cosa si aspetta da chi scenderà in campo?
"Siamo temprati ad affrontare le difficoltà, anche in maniera positiva. Sappiamo della difficoltà della partita di domani. Non è una gara decisiva, ma ha grande importanza. Si devono cogliere quei momenti positivi che ci sono stati nelle ultime partite, al netto dei risultati positivi. Vorremmo ripartire prendendo il meglio di ognuna e sperando che la squadra le porti in campo. Sicuramente servirà lavorare sull'approccio: contro la Lazio il primo tempo è stato fatto bene, ma la ripresa no. Credo sia un aspetto psicologico".

Cosa risponde a chi dice che il Parma indebolisce la rosa? E chi sostiene che la gestione Cuesta poteva essere diversa?
"La rosa è un tema che ha accompagnato anche i primi mesi dello scorso anno. Il campo ha dato un esito diverso. Oggi il campo sta dando una risposta diversa. Ma io devo andare oltre ai risultati, soprattutto perché ci sono condizionamenti di altri fattori. Ritengo che la rosa è una delle più assortite degli ultimi anni. Non nego che abbiamo perso giocatori di livello, lo so bene. Ma se guardo alla rosa devo dire che abbiamo tante soluzioni diverse. Su Cuesta? Abbiamo esonerato un allenatore a settembre, quindi dire che abbiamo fatto tutto bene non sarebbe vero. Abbiamo responsabilità per le scelte fatte, quelle crepe estive dovevano essere lette con maggiore attenzione e saremmo arrivati a una soluzione diversa, che magari avrebbe permesso di lavorare già in estate in maniera diversa. Confermare Cuesta in quel momento sembrava la scelta più logica per dare continuità".

Vi aspettate una presa di coscienza da parte dei calciatori?
"I giocatori sono una componente, sono quelli che vanno in campo, ma tutte le componenti sono responsabili. Oggi tutti dobbiamo dare qualcosa in più. Se il campionato finisse oggi saremmo in Serie B e dobbiamo fare di più. I giocatori che stanno rendendo meno sono i primi a esserne consapevoli. Per me non ha senso parlare ora del mercato di gennaio. In questi due mesi dobbiamo guadagnare punti e arrivare a gennaio per fare operazioni importanti, come negli anni passati. A oggi non vedo il mercato come ancora di soluzione. Abbiamo tutte le possibilità di raggiungere l'obiettivo con questo organico".

Sulle difficoltà del Parma: ci si aspettava di più, ma si vedono difficoltà a livello mentale che aumentano sempre di più. Vi siete dati una spiegazione?
"È oggettivo che non abbiamo mai ribaltato un risultato negativo. Questo è un campanello. Devo dire che non abbiamo perso elementi di leadership, che è stata sempre distribuita nel gruppo, il gruppo era veramente solido. Non voglio fare pagelle delle personalità dei giocatori, ma collettivamente quel fuoco e quello spirito decisivi vanno ritrovati. Il gruppo è cambiato, cambiano gli equilibri e sono convinto che spetterà anche al mister sostenere i giocatori".

Che squadra vorrebbe da tifoso?
"Da tifoso mi aspetterei di rivedere quel Parma che lotta su ogni pallone e che dimostra di voler raggiungere gli obiettivi. A volte si può fare con maggior qualità, altre volte meno... Abbiamo costruito cose importanti al Tardini, può essere un valore aggiunto e dobbiamo fare in modo di trascinare il pubblico. Mi fa piacere che sabato i giocatori abbiano ricevuto incoraggiamenti dai tifosi dopo la sconfitta con la Lazio. Il Tardini saprà spingere la squadra".

Su Valenti?
"Non riguarda il contratto, ci sono situazioni comportamentali e non dipendono dall'allenatore. Sono questioni di principio e a oggi non ci sono condizioni per rivalutare questa condizione".

Con quanti punti ci si salva?
"Abbiamo sempre sbagliato le previsioni in generale. Troppo presto oggi per dare una quota salvezza. Ci sono squadre che erano considerate nella lotta salvezza e che stanno facendo molto bene e rischiano di alzare la soglia. Con la media attuale però non ci si salva".

TMW - Sul mercato: Diego Carlos e Sierro sembrano un po' indietro. Si poteva pensare di anticipare queste scelte?
"Sono due operazioni fatte per tenere conto di alcuni fattori. Nicolussi ha iniziato pensando di essere a disposizione e invece si è dovuto fermare. Ha fatto lo stesso intervento di Bernabé, che però lo ha fatto a maggio. Se Nicolussi fosse stato indisponibile dall'inizio avremmo fatto scelte diverse. Abbiamo preso con convinzione Sierro, fatto dopo l'intervento di Nicolussi, potevamo farlo solo in quel momento. Diego Carlos poteva essere anticipato di una decina di giorni, ma dipendeva dall'uscita di Circati, che non ci aspettavamo potesse uscire. Non siamo andati a prendere un pari età o un prospetto, abbiamo preso un ragazzo che ci deve garantire esperienza, personalità e leadership. Spetterà a lui dimostrare in campo".

In questo momento i giovani sono un po' in difficoltà fisiologicamente? Come si accompagnano in questo percorso? Lontani può essere una luce?
"Credo che i giovani crescano nelle difficoltà. Sarebbe bello navigare in zone più tranquille e non affrontare partite da dentro o fuori già nelle prime esperienze. Siamo tra le squadre più giovani del campionato per quanto riguarda la rosa, ma negli undici iniziali no. La gioventù non deve diventare un alibi. Abbiamo giovani molto forti, è una delle note più liete l'apporto dei giovani dalla Primavera e ci sono tanti che spingono. Questo a conferma di come la proprietà non voglia interrompere questo processo. Abbiamo fatto un'analisi e tra l'Under 16 e l'Under 15 e l'Under 20 abbiamo tanti giocatori di grande potenzialità e questa è una grande garanzia per il futuro. Ma questo passa dal mantenere il massimo livello".

Tempo fa ha parlato di ambire alla parte sinistra della classifica. Nelle ultime interviste, invece, ha parlato di come non si debba dare per scontata la permanenza in Serie A. Cosa è andato storto da questo punto di vista?
"Le due cose non sono in contrasto. Per andare a sinistra devi comunque garantire la salvezza. Il primo obiettivo per noi è sempre mantenere la categoria e poi guardare la sinistra della classifica. A oggi sono concentrato su cosa abbiamo sbagliato. Ci sarà il tempo per fare analisi in società e la proprietà valuterà il nostro lavoro. Serve rimanere uniti e lucidi, cercando di lottare. Con qualche risultato utile la percezione può cambiare. Dobbiamo rimetterci in una situazione di affrontare le partite in modo sereno".

Sul rinnovo di Bernabé?
"Speriamo di incontrare l'agente. Uso il condizionale perché per alcuni problemi suoi non era possibile organizzare l'appuntamento. Io mi sono dato il timing prima della sosta di novembre. Con i calciatori a scadenza è doveroso sedersi e guardarsi in faccia con la massima trasparenza se ci sono le condizioni per rinnovare o meno. Se non ci fossero, affronteremo la situazione. Rimanere nel limbo non serve a nessuno, serve fare chiarezza. Dopo che avremo incontrato l'agente ne sarete informati".

L'atteggiamento di Bernabé? L'idea di voler cambiare modulo nasce dal fatto che il gioco dell'anno scorso poteva non garantire gli stessi risultati?
"Se dovessi basarmi sull'atteggiamento di Bernabé non vedrei criticità nella possibilità di rinnovare. Non avendo incontrato l'agente, credo sia giusto prima parlarne con loro. Sul modulo: tutti abbiamo sperato di avere la solidità difensiva ma proponendo un gioco diverso. Vorrei chiarire che nessuno ha mai imposto a Cuesta un modulo o un altro. Il primo a fare queste riflessioni è stato Cuesta ed è stato condiviso con noi. Ha tentato di percorrere una strada diversa perché per primo ha riconosciuto che era andato nel solco di Chivu ma non sentiva la cosa come sua, al di là dei risultati ottenuti. Speriamo di tornare a essere un Parma difficile da affrontare e credo che qualche segnale si sia visto dal punto di vista della pericolosità offensiva e andranno combinati con la solidità difensiva".

Come state affrontando i cambi nel femminile?
"Se non siamo soddisfatti di ciò che stiamo facendo nel maschile lo stesso vale nel femminile. Ci investiamo fortemente da anni, anche nell'assegnamento di Noceto. C'è stato un percorso per certi versi parallelo, nel cambio dell'allenatore e nei risultati. Sottili ha ereditato una situazione di difficoltà. Abbiamo cambiato molto la rosa, è arrivato un allenatore esperto e siamo fiduciosi che le cose miglioreranno ma l'asticella va alzata".

Quanto manca la solidità difensiva? Quali passi deve fare la squadra?
"Qualche passo contro la Lazio l'ho visto. La squadra è stata ordinata e non abbiamo sofferto molto. Non credo che i gol presi dipendano da Gilardino che ha ordinato un attacco scriteriato. Solo un gol col Torino è derivato da questioni tattiche, non c'è una chiave per spiegare il perché abbiamo perso la solidità. I fattori sono tanti e speriamo che Gilardino trovi la solidità unendola alla capacità di attaccare in maniera diversa. Pensare di rifare 45 punti con 28 gol è difficile. Dobbiamo aumentare la produzione offensiva".

Crede che il cambio allenatore abbia influenzato il clima negativo? Ha parlato con Krause, qual è il suo umore?
"Krause ci ho parlato e non era felice, come nessuno di noi. Raramente c'è una proprietà capace di rispettare i momenti di difficoltà. Krause non infierisce ed è sempre disponibile, anzi chiede come può aiutarci. Questo aumenta il mio rammarico, vorrei godesse di prestazioni diverse e uscire dallo stadio felice. Non ha dato messaggi particolari, se non di vicinanza. Cambio allenatore? Credo che sulla delusione dei tifosi può aver influito l'assenza di risultati. Se avessimo fatto risultato, credo che il mood di negatività non ci sarebbe. All'interno della squadra non c'è negatività, la squadra non era contro Cuesta. C'è stato un legittimo dispiacere, così come da parte nostra".

Può spiegare il fatto che è stato misinterpretato che a Krause non interessi il risultato?
"Per quanto conti il risultato, se ci aspettiamo un Krause che va in conferenza stampa e caccia tutti... il presidente non è così e questa è una fortuna, non vive l'umoralità che in tanti vivono. È convinto e auspica che ci sia un percorso di crescita. Si aspetta di più da tutti noi. L'entità degli investimenti fatti meritano questo. Lui agisce con i fatti e mette a disposizione tutte le disponibilità per crescere. Se ci riusciremo bene, se non lo faremo non avremo giustificazioni di non averne avuto la possibilità. Piazza, squadra e proprietà ci danno tutto per ottenere risultati. Se non ci riusciremo sarò il primo a metterci la faccia. Mi piacerebbe non perdere il focus: domani giochiamo con l'Udinese. Il mio intervento non era per togliere l'importanza della gara di domani. I ragazzi si alleneranno perché l'obiettivo di domani è molto importante. Messaggio finale: siamo uniti e abbiamo fiducia in ciò che faranno Gilardino, il suo staff e i giocatori".

Ore 11.57 - Termina la conferenza stampa.

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