Non è Sacchi ma neanche Fonseca. Cosa sappiamo ad oggi di Amorim (non è molto)
TMWChi è Ruben Amorim? A chi il Milan la scorsa estate ha affidato le chiavi di un progetto che si augura possa essere pluriennale e che presto ingloberà al suo interno un dirigente come Krosche che in estate aveva già avallato il suo profilo? A oltre quattro mesi di distanza dall'ufficialità del suo approdo in Serie A, l'Italia calcistica sta ancora conoscendo il manager lusitano Ruben Filipe Marques Diogo Amorim. Portoghese nato a Lisbona, di nove giorni più anziano di Cristiano Ronaldo, Amorim è stato un buon centrocampista che ha presto concluso la carriera da calciatore per iniziare ad allenare. A 33 anni era già alla guida del Casa Pia, un anno dopo il salto al Braga tra squadra B e prima squadra per poi, a 35 da poco compiuti, mettersi alla guida di uno dei club più blasonati di Portogallo.
Amorim ha guidato lo Spoirting Club di Portogallo dal marzo 2020 al novembre 2024: ha vinto cinque trofei, due anni fa ha lasciato la squadra dopo 11 vittorie nelle prime undici di campionato per dire sì al Manchester United. Per scrivere quella che, ad oggi, è la più fallimentare pagina della sua carriera da allenatore: un 15esimo posto, una finale di Europa League persa contro il Tottenham, l'esonero nei primi giorni del 2026. Qualche mese di pausa e poi da giugno il Milan. Questo il curriculum, ma chi è davvero?
"Qui per vincere, non per evitare di perdere"
Difficile ricordarsi un suo titolo, non è Mourinho ma nemmeno Conte. Però tra un'intervista e l'altra più di qualcosa è emerso: "Dobbiamo dominare l'avversario e difenderci bene", ha detto a più riprese. Ma quale allenatore non lo vorrebbe? Più interessante il passaggio sui pareggi, praticamente equiparati alle sconfitte: "Qui per vincere, non per evitare di perdere". E infatti dopo il pari contro il Sassuolo è apparso piuttosto contrariato. Nelle prime nove partite stagionali è arrivata una sola vera sconfitta, quella in casa contro il Benfica. In campionato invece quattro successi e tre pareggi con una squadra dall'identità tattica flessibile. Il 3-4-2-1 è il modulo di riferimento, ma ci sono stati anche passaggi con la difesa a quattro.
In estate spesa record per il Milan
Dai grandi allenatori ha preso la capacità di far spendere alla proprietà e infatti Gerry Cardinale non ha mai speso così tanto come la scorsa estate. Investire però 74 milioni di euro per un solo giocatore può rivelarsi anche un boomerang e oggi lo scarso rendimento del centravanti portoghese Goncalo Ramos è un tema, il primo grande problema da risolvere da parte di un allenatore cresciuto nel mito di Arrigo Sacchi. "Lui è come Mozart - ha detto recentemente Amorim -. Oggi però lo sapete meglio di me che tutto deve essere veloce, altrimenti sembra non esserci tempo".
Altri tempi, altro Milan. Ma anche tutt'altro allenatore rispetto a chi ha rivoluzionato il calcio negli anni '90. Amorim è tecnico più flessibile rispetto al profeta di Fusignano, ma anche allenatore che pare avere le credenziali giuste per fare meglio rispetto ai due portoghesi che l'hanno recentemente preceduto sulla panchina del Milan. Né Sacchi ma nemmeno Fonseca o Conceicao, insomma. Ad oggi lo conosciamo ancora poco: i risultati per ora sono sopra la linea di galleggiamento, ma comunque non all'altezza di aspettative molto alte. "Voglio vincere dominando il gioco", diceva in sede di presentazione. Ci riuscirà davvero?






