Stesso modulo, diversi interpreti: come può cambiare il Torino da Baroni a D'Aversa
“Giocheremo a 3 dietro, ma conta l'atteggiamento”. Così, nella conferenza stampa di ieri, Roberto D’Aversa ha immaginato il suo Torino. I granata esordiranno con il nuovo allenatore, subentrato a Marco Baroni, nella partita di domenica 1 marzo, alle 18, con la Lazio. Senza stravolgere il progetto del tecnico precedente, l’ex allenatore, tra le altre, di Parma ed Empoli, potrebbe cambiare diverse cose.
L’impostazione difensiva, come annunciato da D’Aversa, non dovrebbe essere rivoluzionata. Il modulo di riferimento, almeno all’inizio, dovrebbe rimanere il 3-5-2. Allo stesso modo, pochi dubbi sulla continuità in porta, dove c’è da attendersi la conferma di Alberto Paleari. Qualche novità negli interpreti della linea difensiva: uno tra Coco e Maripan rischia il posto, dato che il tecnico abruzzese potrebbe affidarsi a Marianucci e Ismajli, che conosce entrambi dai tempi di Empoli.
A centrocampo la sicurezza dovrebbe essere Vlasic, del resto il giocatore con più qualità nella rosa granata. Attenzione a Tino Anjorin, fin qui visto pochissimo: con D’Aversa, sempre in Toscana, ha fatto molto bene, e potrebbe trovare più spazio. E poi c’è Duvan Zapata: finora impiegato con il contagocce, il colombiano potrebbe fare coppia con Giovanni Simeone, approfittando dell’assenza per infortunio di Che Adams. Il resto toccherà a lui: se risponderà presente, potrebbe anche riprendersi il suo posto al sole.











