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Di Taranto sull'esperienza al Cesena: "Mi do 8. Lascio a Mencucci una buona eredità"

Niccolò Righi
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Niccolò Righi
Oggi alle 12:19Serie A
07.11.2026 12:19Serie A
L'ex DG del club emiliano ha aggiunto: "Abbiamo portato in Serie B un'identità, disputato i playoff e mantenuto un livello alto"
FotoTUTTOmercatoWEB

Intervistato al Corriere di Romagna, l'ex Direttore Generale del Cesena e prossimo a diventare nuovo Amministratore Delegato del Padova Corrado Di Taranto. Queste le sue parole sull'esperienza con il club emiliano: "Se mi dovessi dare un voto, mi darei un 8 e spiego il motivo. In questi due anni abbiamo portato in Serie B un’identità, lo spirito della Romagna e anche di Cesena. Dal punto di vista squisitamente sportivo abbiamo disputato i play-off e mantenuto un livello complessivamente alto nella seconda stagione, al netto del brutto finale, senza mai rischiare nemmeno per un minuto di retrocedere. Penso di lasciare una buona eredità a Sandro Mencucci".

Sui momenti negativi: "Sportivamente ne scelgo due: la sconfitta di Carrara durante le feste, alla fine dell’anno solare 2024. Quel giorno sono cominciati i primi scricchiolii con Mignani. E l’altro quando ho esonerato Mignani. Non per l’esonero, ma per la tempistica dell’esonero. Scelte che cambierei? Cercherei di convincere la società a tenere Mignani, obbligando però il tecnico a far giocare i nostri giovani fino a fine stagione, indipendentemente dal risultato finale"

Sui giovani: "Sulla prima parte del primo anno reputo che, in questo senso, non siano stati commessi errori. Noi siamo arrivati in B con cinque giovani di proprietà al debutto: non sapevamo come sarebbero andati i vari Berti, Shpendi e Francesconi. Che invece hanno dimostrato di essere determinanti anche in B. La seconda stagione è meno giustificabile: abbiamo perso le annate 2005 e 2006 a volte per troppa prudenza, a volte per paura. Avremmo potuto e dovuto rischiare di più"

Sulla prossima esperienza al Padova: "E’ stata solo una questione di opportunità, una scelta personale e basta. Avevo già rifiutato altre proposte in passato, ma stavolta ci ho pensato, anche perché mi avvicino a casa e il Padova aveva bisogno di un amministratore delegato. Se fosse stato un ruolo diverso, avrei potuto aspettare e restare a Cesena. Sono contento di salutare il Cesena in un momento comunque positivo per la squadra. Non lascio una nave che affonda, ma una nave che funziona, sul cui ponte di comando ci sono persone giuste al posto giusto. Mancini e Diamanti sono due scommesse vinte e Mencucci è la persona ideale per questo club. Con Sandro c’è una stima reciproca. L’ho consigliato anche io dopo aver comunicato alla proprietà la decisione di andare via. E’ l’uomo giusto per esperienza e anche per valori morali. Lascio il Cesena in ottime mani".

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